Raoul Bova a Verissimo

Raoul Bova torna a Verissimo per un’intervista alla padrona di casa Silvia Toffanin. Dopo l’intervista di coppia con la sua Rocío lo scorso ottobre, l’attore questa volta si racconta a tu per tu con la conduttrice. Con immenso dolore, ricorda la scomparsa di entrambi i genitori nel giro di due soli anni: “È un colpo che ti porta al tappeto“.

Raoul Bova: il ricordo dei genitori

Lieto ritorno a Verissimo: Raoul Bova rientra nel folto parterre di ospiti che Silvia Toffanin ha voluto per la puntata di quest’oggi. L’attore ritorna nello studio del programma dopo l’ultima intervista rilasciata lo scorso ottobre, la prima in coppia con la compagna Rocío Muñoz Morales.

Nell’appuntamento con Verissimo di quest’oggi, il sex symbol della fiction italiana si racconta a cuore aperto, ricordando con immenso dolore i genitori che non ci sono più. Il rapporto con il padre è stato davvero speciale, avendo condiviso con lui la passione per lo sport e, in particolare, per il nuoto: “Mio papà non solo mi ha portato in piscina, ma era lui stesso un campione di lotta greco-romana e poi si era appassionato al nuoto. La condivisione di questo sport ci ha portati a nuotare insieme. Quando è venuto a mancare ho iniziato a cercare di raccontare queste belle esperienze“.

Un colpo che ti porta al tappeto

Dopo la perdita del padre nel 2018, l’attore ha dovuto affrontare anche la dolorosa scomparsa della figura materna un anno dopo. Un biennio di indubbia sofferenza, dal quale è riuscito a risollevarsi con grande forza: “La perdita dei genitori è qualcosa che ti fa perdere la cognizione del dolore, non riesci più a capire se è un dolore o se ti senti sradicato dalla terra, una sensazione che non si può spiegare“.

È un colpo che ti porta al tappeto –  spiega Raoul Bova – Però io credo che sia importante per tutti rialzarsi e sentirci più forti di prima, perché comunque noi ce li avremo sempre dentro i nostri genitori.

Non ti lasciano mai, stanno lì con noi e ti proteggeranno e vogliono che noi siamo forti, dobbiamo esserlo per loro. Se prima eravamo figli adesso siamo dei genitori che devono portare avanti i principi che loro hanno imparato dai loro genitori“.

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