Il Linguafondaio: Manolo Trinci

Come si unisce il mondo dei numeri con quello delle lettere? Non parleremo di matematica, per carità, potete continuare tranquillamente a leggere, ma solo del modo adeguato di usare i numeri all’interno di un testo scritto.

Lo so, siamo tentati per velocità e praticità di usare i numeri al posto delle lettere: Oggi Maria compie 30 anni; oppure 6 davvero bella/o!;  e in un contesto informale, all’interno di un sms (esiste qualcuno che manda ancora gli sms?), in una chat privata o su WhatsApp dove vige il legittimo regno dello sbraco e del faccio-come-mi pare-l’importante-è-comunicare-e-farsi-capire, nessuno ci può dire nulla.

Al massimo vi potrebbe dire qualcosa la persona che state cercando di corteggiare: appena leggerà il vostro ci 6?, con molta probabilità vi scarterà e vi bloccherà immediatamente. E non contenta/o vi segnalerà scegliendo l’opzione: crudeltà verso gli esseri umani.

Ma se dovessimo scrivere un libro, un saggio sulla grammatica, un tema, una tesi di laurea, inviare una mail di lavoro, e volessimo essere precisini e fare le cose per bene, come dovremmo comportarci?

Premessa doverosa: questi sono consigli di stile e non rientrano nel bicolore giusto o sbagliato, ma vanno visti appunto solo come consigli e non regole, quindi nessuno potrà apporre l’etichetta di errore, su un vostro scritto, qualora non li seguiste.

I bassi, gli alti e i tondi

Se parliamo di numeri bassi, sarebbe consigliato affidarsi alle lettere: Ho comprato un pesce rosso e tre criceti; oppure Perché non ci facciamo due spaghetti aglio e olio? (dalle mie parti si usa anche la variante du’ spaghi ajo e ojo).

Al contrario, se stiamo parlando di numeri alti, di date, di stipendi ecc., in quel caso i numeri ci possono tornare utili: Siamo nel 2021 è molto meglio rispetto a Siamo nel duemilaventuno.

Una data estesa bisognerebbe scriverla così: La caduta del muro di Berlino iniziò il 9 novembre 1989 (l’iniziale del mese deve essere minuscola). Ma anche così: 11/09/2001: l’attentato alle Torri Gemelle, soprattutto quando si vuole dare maggiore rilievo a un evento storico.

Quando si parla di cifra tonda e di denaro, possiamo usare la doppia possibilità: mille euro o 1000 euro; meglio usare solo i numeri, nel caso, ad esempio, di 1639 euro.

I numeri al centro del mondo

Sono esenti, ovviamente, dal nostro ragionamento tutte quelle produzioni scritte che hanno i numeri al centro del loro mondo.

Se devo scrivere un saggio sulla matematica o devo riportare il numero esatto di contagi da coronavirus o devo usare la lingua a scopo pubblicitario segnalando al cliente che all’interno del mio negozio ci sono sconti fino all’80% (sembra vero!), è logico che mi affiderò ai numeri e non alle lettere, perché devo essere chiaro, leggibile, immediato ed efficace.

Incontri tra diversi

C’è un ultimo caso da citare che è quello dell’incontro tra numeri, articoli e apostrofi, che genera spesso dei dubbi.

In quel caso posso usare sia la mescolanza di numeri e lettere: Dona l’8 per mille a me; sia l’opzione solo lettere: Dona l’otto per mille a me (a volte capita di vedere il per sostituito dalla X, ma quelle sono strategie di comunicazione).

La stessa cosa vale per le date: Mi sposo l’8 settembre; oppure Mi sposo l’otto settembre. Mentre con gli eventi storici, possiamo usare sia la versione con le lettere e scrivere Il Sessantotto, con la maiuscola (anche per indicare un decennio si propende per l’uso della maiuscola: Settanta), sia la versione con numeri e apostrofo Il ’68 (mettiamo l’apostrofo davanti, perché la prima parte è caduta: 19).

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