Antonio e Stefano Maiorana, scomparsi nel 2007

Potrebbe arrivare presto una incredibile svolta nella scomparsa di Antonio e Stefano Maiorana, padre e figlio svaniti nel nulla 13 anni fa. Nonostante oltre un decennio di indagini, infatti, non si è mai saputo il loro destino. Nelle scorse settimane, però, un ritrovamento che potrebbe cambiare il corso del caso: da una diga vicino Palermo sono riaffiorate alcune ossa umane.

La scomparsa di Stefano e Antonio Maiorana

Era il 3 agosto 2007 quando l’imprenditore Antonio Maiorana e il figlio Stefano sparirono nel nulla. Un mistero destinato a rimanere irrisolto nel corso degli anni, nonostante i sospetti e le indagini si siano protratte sino ad oggi.

Solo due mesi la Procura aveva alzato nuovamente bandiera bianca, dopo che erano state richieste nuove indagini a settembre 2019, senza esito alcuno.

Quest’ultimo tentativo di far luce sulla vicenda si concentrava sull’ipotesi che Antonio Maiorana avesse ricattato il costruttore Francesco Paolo Alamia (ora morto) con un filmino pornografico; coinvolto nella vicenda sarebbe stato anche il figlio del boss di Torretta, Giuseppe Di Maggio. Dietro il ricatto, avevano ipotizzato gli inquirenti, un possibile tentativo di acquistare le quote di alcune società operanti a Isola delle Femmine.

Nel giorno della scomparsa, vennero visti litigare al cantiere. Dalle indagini, però, nulla di fatto.

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Ritrovate ossa umane in fondo a una diga

Di Antonio e Stefano Maiorana era rimasta solo l’auto, parcheggiata vicino all’aeroporto di Palermo per, si è pensato, simulare una fuga. Ora, però, la possibile svolta: sono stati trovati dei resti umani alla Diga Garcia, nel comune di Contessa Entellina (Palermo). Il ritrovamento risale ad un periodo compreso tra fine novembre e inizio dicembre quando, riferisce Repubblica, l’abbassamento del livello delle acque ha fatto riaffiorare alcune ossa.

Qui, i Carabinieri e i sommozzatori avrebbero fatto la scoperta: sul fondo della diga sarebbe stato trovato un cubo di cemento con della corda. La zona non è molto distante da Roccamena, il comune palermitano nel quale sono state trovate scoperte le cosiddette “Foibe della mafia” e 14 cadaveri.

Ossa nella diga, test del DNA dei Maiorana

I resti sono ora nelle mani dei Ris dei Carabinieri, cui spetterà il compito di confrontare il DNA delle ossa rinvenute alla Diga Garcia con quello di Maiorana padre e figlio.

Dietro l’angolo e nelle speranze dei familiari, c’è la possibilità che effettivamente ci sia riscontro e si possa così, dopo 13 anni, mettere il punto ad una macabra vicenda.