Auto della Guardia di Finanza

Questa mattina è scattata un’operazione della Guardia di Finanza al Ministero della Salute, nella sede dell’ISS e al Welfare della Regione Lombardia. Si stanno acquisendo documenti e informazioni relativi al piano pandemico che l’Italia avrebbe avuto in dotazione sin dal 2006. Di pochi giorni fa la bozza del nuovo piano pandemico 2021-23, che ha sottolineato come l’Italia si sia trovata impreparata anche a causa di questa importante lacuna. I reati ipotizzati sono di epidemia colposa e falso.

GDF al Ministero della Salute: cosa succede

L’inchiesta si collega all’indagine sull’operato delle istituzioni durante la prima ondata di pandemia e, nello specifico, la loro capacità di risposta alla crisi.

Nei mesi scorsi ci si è molto concentrati sulla mancata zona rossa ad Alzano Lombardo e Nembro, per la quale è stato anche ascoltato il premier Conte. A spingere perchè venga fatta chiarezza, il comitato Noi Denunceremo – Verità e giustizia per le vittime di Covid-19.

Alle 9.30 di questa mattina, come riportano numerose fonti, la Guardia di Finanza ha agito su indicazione della Procura di Bergamo. I militari sono entrati negli uffici del Ministero della Salute di Roma (zona Eur), nella sede dell’Istituto Superiore di Sanità.

Nel contempo, la GdF si è presentata anche all’Assessorato al Welfare della Regione Lombardia, ma anche in alcune sedi bergamasche dell’Ats e Asst.

Acquisiti i documenti sul piano pandemico

Le Fiamme Gialle si sono presentati nei suddetti uffici per acquisire tutta la documentazione sul piano pandemico datato 2017, così come sugli atti della task force istituita a inizio pandemia da Covid-19. Le indagini si concentrano infatti sulle presunte mancanze nell’applicazione dei protocolli, ma non solo. Come evidenziato dalla bozza del piano pandemico diffusa pochi giorni fa, il sospetto è che l’Italia avesse in dotazione un piano datato 2006, del quale si sarebbe fatto semplicemente “copia-incolla” per la versione del 2017.

Al momento non risultano indagati ma, riportano le fonti, dalle denunce partite dal comitato si è arrivati a procedere per accertamenti circa presunto falso ed epidemia colposa.

Cosa prevede il piano pandemico 2021-23

Dopo la divulgazione della bozza del nuovo piano pandemico per il 2021-23, sono piovute molte critiche: una parte sottolinea come la tempistica risuoni come il proverbiale “chiudere la stalla quando i buoi sono scappati”; altri si concentrano invece sul contenuto, specificatamente nella parte che prevede che, con poche risorse disponibili, si potrà scegliere chi curare prima.

Il tutto nel rispetto dell’etica deontologica e della bioetica.

Tra gli altri punti della bozza, il rafforzamento della produzione interna di dispositivi di protezione (come le mascherine) e la capacità di ampliare le terapie intensive in tempo di pandemia.

Approfondisci

TUTTO sull’emergenza Coronavirus

Nuovo piano pandemico: con poche risorse si potrà scegliere chi curare