coronavirus in italia, dei medici in ospedale

È stata divulgata la bozza del nuovo piano pandemico 2021-2023, redatta dal Ministero della Salute per far pronte a possibili nuove emergenze sanitarie del futuro. Una strategia che tiene ovviamente conto della pandemia da Covid-19 che ha sconvolto il mondo, considerando modelli in atto e sbagli commessi in questi mesi. Tra i punti chiave, quello della gestione dei pazienti in caso ci sia scarsità di risorse per curarli.

La bozza del piano pandemico 2021-2023

Mentre l’Italia economica prova ad arginare la crisi e il durissimo contraccolpo dovuto alle misure per contenere i contagi, lavorando al Recovery Plan da 222 miliardi, l’Italia della Sanità si prepara al futuro.

Nel corso dell’ultimo anno è stato motivo di discussione il fatto che il Paese avesse un piano pandemico risalente al 2006 e non correttamente aggiornato, cosa che può aver contributo a farci trovare impreparati di fronte all’emergenza Coronavirus.

Ora, il Ministero della Salute e il suo dipartimento Prevenzione si sono, per così dire, rimessi “in pari” e ha redatto la bozza per il nuovo Piano pandemico 2021-23: 140 pagine che, si apprende, verrà sottoposto alle Regioni a breve.

Le misure del nuovo piano per le pandemie

Tra i passaggi chiave riportati da numerose fonti, il fatto che inevitabilmente questo piano tenga conto del Covid-19.

Quanto stiamo apprendendo dalla pandemia Sars-CoV-2 – viene riportato – è utile per la messa a punto di piani pandemici influenzali e in prospettiva in risposta ad altri patogeni capaci di causare epidemie/pandemie“.

Tra le misure che vengono riportate, nel malaugurato caso di una nuova pandemia sarà fondamentale riuscire a produrre dispositivi di protezione individuale, come le mascherine, a livello nazionale, così come aumentare i posti in terapia intensiva.

Fondamentale sarà l’organizzazione della catena di comando e il monitoraggio.

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Con poche risorse, scegliere chi curare prima

Il passaggio che sicuramente sarà più discusso è quello relativo a cosa fare in una situazione in cui, come è accaduto nei mesi scorsi, ci sia scarsità di risorse. Le fonti riportano che nel piano è contenuta questa emblematica frase: “quando la scarsità rende le risorse insufficienti rispetto alle necessità, i principi di etica possono consentire di allocare risorse scarse in modo da fornire trattamenti necessari preferenzialmente a quei pazienti che hanno maggiori possibilità di trarne beneficio“.

La precisazione arriva subito dopo: “non è consentito agire violando gli standard dell’etica e della deontologia ma può essere necessario per esempio privilegiare il principio di beneficialità rispetto all’autonomia“.

Cosa sono i principi di beneficialità e autonomia

Quelli contenuti nel piano pandemico sono 2 dei 4 principi base della bioetica, ossia le “linee guida” su come agire moralmente nel campo della medicina e della cura del paziente. Il principio di beneficialità afferma che il personale sanitario debba agire tutelando l’interesse del paziente; quello di autonomia invece riguarda la possibilità del paziente di rifiutare i trattamenti o, comunque, prendere parte al processo decisionale.

“Favorire la promozione di comportamenti sani”

Nella bozza condivisa dalla stampa, trova spazio anche la comunicazione: “L’esperienza ha messo in luce la necessità di intensificare la programmazione e il coordinamento delle informazioni tra i vari attori“. Questo significa anche “favorire la promozione di comportamenti sani e corretti nell’ottica della prevenzione e prevenire la diffusione di informazioni scorrette“.

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