Giuseppe Conte e il Ministro Gualtieri

Ore fondamentali per la messa in campo delle nuove risorse contro l’emergenza Coronavirus, dal punto di vista economico-sociale. Se da un lato infatti continua la corsa per approvare nuovi vaccini utili contro la pandemia, dall’altro si cercano risorse per far ripartire l’Italia dopo i lockdown e il pesantissimo e per certi versi mai visto prima contraccolpo economico. Il Governo ha varato il nuovo Piano Recovery, che secondo la bozza ammonta a 222,03 miliardi di euro. Buona parte arriveranno dall’Europa.

Piano Recovery: 222 miliardi di risorse per l’Italia

Secondo quanto riportato in questo ore da numerose agenzie, è stata diffusa ai partiti di maggioranza la bozza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, utile a tamponare l’emergenza economica e far ripartire il paese, dopo i numerosi decreti Ristori.

Un piano imponente che, sulla carta, potrà contare su 222,03 miliardi di investimenti.

La maggior parte di questi soldi, arriverà dal piano Next Generation EU, anche noto come Recovery Fund, approvato dall’Europa lo scorso dicembre. Un via libera che ha garantito all’Italia 209,84 miliardi di euro; di questi, 143,24 saranno per nuovi progetti, mentre i restanti 66,6 per attività già in corso.

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Sanità, Sud e digitale: a chi va il Recovery Plan

Nella bozza diffusa, viene riportata anche la tabella in cui vengono specificate le destinazioni dei pacchetti di aiuti e risorse, punto per punto. Così, riporta Ansa, emerge che alla Sanità andranno 19,7 miliardi di euro (nelle prime bozze erano fermi a 9), divisi in questo modo: quasi 8 miliardi all’assistenza di prossimità e la telemedicina (fondamentale anche per il tracciamento Covid), la restante parte sarà destinata all’innovazione dell’assistenza sanitaria.

Si apprende inoltre che oltre il 50% delle risorse del Recovery Plan sarà destinata al Sud. Definito una “priorità trasversale”, l’obiettivo sarebbe il “riequilibrio territoriale e allo sviluppo del Mezzogiorno“. Le altre priorità etichettate così, sono donne e giovani: “mira all`empowerment femminile e al contrasto alle discriminazioni di genere, all`accrescimento delle competenze, della capacità e delle prospettive occupazionali dei giovani

Ammonta inoltre a 45,9 miliardi il totale delle risorse previste per la cultura, la digitalizzazione e l’innovazione del Paese: qui rientrano gli 8 miliardi stanziati al “turismo e alla cultura” settore fondamentale e pesantemente danneggiato dall’emergenza Covid.

Tagli per la transazione ecologica

Molti punti del PNRR hanno visto un aumento dello stanziamento delle risorse, ma non tutti: dalla bozza emerge infatti che il pacchetto per la transizione ecologica scende a 69 miliardi, dai 74 iniziali. Una mole di risorse imponente, che sulla carta dovrebbe servire per energie rinnovabili (18,2 miliardi), riqualificazione degli edifici (30,7 miliardi) e altre attività collegate alle risorse idriche e dell’agricoltura sostenibile.

Nel Recovery Plan sono previsti anche investimenti per la ponti, viadotti e il potenziamento delle Infrastrutture del Paese, comprese la rete ferroviaria (26,7 miliardi per quest’ultima).

32 miliardi saranno destinati infatti ad una mobilità sostenibile. Con questa bozza, il Governo dovrebbe presentarsi in Parlamento per la discussione.

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