gianna nannini

Sindacati di polizia contro Gianna Nannini per il video del singolo L’aria sta finendo, lanciato dall’artista nel dicembre scorso e ora nel vortice di una bufera dai contorni sempre più vasti. A scatenare la polemica, alcune sequenze in cui si vedono agenti con la faccia da maiali che picchiano un uomo di colore.

L’aria sta finendo: il video di Gianna Nannini nella bufera

Il mio canto d’allarme per un futuro da difendere“: così Gianna Nannini, il 14 dicembre scorso, aveva lanciato su Instagram un estratto del videoclip del singolo L’aria sta finendo, dipingendo la sua ultima fatica discografica come un vero e proprio inno alla riflessione su alcuni dei temi più caldi del nostro tempo.

Il filmato ha scatenato una bufera dai contorni sempre più vasti intorno alla cantante, con i sindacati di polizia sul piede di guerra per alcune sequenze che mostrano agenti come maiali impegnati nel pestaggio di una persona di colore inerme.

Il richiamo al caso George Floyd appare chiaro, al pari dello strascico di polemiche che la clip si porta dietro. Al momento, l’artista non avrebbe commentato la questione, mentre sul fronte sindacale il clima è infuocato.

Sindacati di polizia contro l’artista: “Grave oltraggio, si scusi

Mentre sui social si rincorrono commenti di disapprovazione da parte di tantissimi internauti, l’indignazione si è fatta sentimento trasversale alle sigle sindacali di polizia che ora chiedono un pubblico mea culpa della cantante.

Parla di diffamazione “bella e buona, gravissima e aggravata” Andrea Cecchini, segretario generale di Italia Celere (sindacato del Reparto Mobile della Polizia di Stato), in un intervento ad Adnkronos: “Non accettiamo di vedere maiali in divisa antisommossa picchiare selvaggiamente e brutalmente delle persone di colore a terra e non accettiamo più che le Istituzioni non prendano mai una posizione“.

A stretto giro anche il commento di Valter Mazzetti, segretario generale Fsp Polizia di Stato: “È un grave oltraggio che calpesta la dignità e il sacrificio di migliaia e migliaia di donne e uomini (…) la libertà e l’estro artistico non c’entrano, questo messaggio è sbagliato senza se e senza ma. Si tratta, per noi, di una provocazione becera e squallida, che non ci si aspetterebbe neppure da un cantantino alle prime armi in cerca di un po’ di attenzione mediatica (…). Sarebbe auspicabile che ritrovasse lucidità e senso civico e si scusasse con centinaia di migliaia di persone che si guadagnano quattro spiccioli onestamente rischiando la vita ogni giorno per la sicurezza sua e di tutti gli altri“.

Sulla stessa onda l’intervento di Domenico Pianese, segretario generale del sindacato Coisp, che definisce “inaccettabili, ingiuriose e violente” le sequenze in questione. “Istigano all’odio sociale“, aggiunge sempre ad Adnkronos.

Sconcerto da parte di Stefano Paoloni, segretario generale Sap: “Quando ho visto il videoclip della Nannini ho perfino pensato fosse un fake, magari realizzato in ambienti antagonisti. Mi vergogno per lei mi spiace che abbia voluto rappresentare in questo modo gli appartenenti alle forze dell’ordine“.

Una grossa caduta di stile” secondo la sigla Siulp, nelle parole del segretario generale Saturno Carbone che ha definito “vergognoso” quanto visto.

Tweet con fotogramma del videoclip di Gianna Nannini
Tweet con fotogramma del videoclip di Gianna Nannini

Guarda il video: