Domenico Arcuri commenta il taglio dei vaccini Pfizer in Italia

Nuovo intoppo nella campagna di vaccinazioni contro il Covid-19. Dopo i ritardi già annunciati nei giorni scorsi, l’azienda Pfizer ha tagliato di netto le dosi arrivate all’Italia, cosa che potrebbe causare gravi problemi e sta spingendo alcune Regioni a sospendere le nuove vaccinazioni per favorire i richiami. Durissima la risposta del commissario straordinario Arcuri, che non nasconde il disappunto per il ritardo di Pfizer.

Pfizer taglia le dosi di vaccino in Italia

Secondo quanto riportano le fonti, potrebbe presentarsi un vero e proprio problema all’orizzonte. Dagli uffici del Commissario Domenico Arcuri, riportano le fonti, hanno fatto trapelare forte indignazione e rabbia per la decisione, a quanto pare unilaterale, di Pfizer di modificare la consegna di dosi all’Italia.

Sarebbe notevole lo scarto: delle 397.000 dosi previste per la settimana, ne sarebbero arrivate al momento circa 48.000; nei giorni scorsi era già stato annunciato un primo taglio di 165.000 dosi di vaccino e anche le consegne per i prossimi giorni sarebbero interessate.

Nello specifico, martedì dovrebbero arrivarne altre 53.820, mercoledì le restanti 241.000. Un ritardo, questo, duramente contestato da Domenico Arcuri: il Commissario ha parlato di “ulteriore incredibile ritardo” e non sembra disponibile a fare sconti all’azienda.

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Regioni allo stop per le nuove vaccinazioni

A pagare di più sono ovviamente le Regioni, alle prese con tagli pesanti: secondo quanto ripota RaiNews, sono solo 6 quelle che non hanno avuto alcun tipo di taglio. A pagare il prezzo più alto dei ritardi e conseguenti tagli, sarebbero Lombardia, Veneto e Emilia-Romagna, con 25.000 dosi in meno. A lamentarsi anche il Friuli Venezia Giulia, dove il taglio sarebbe arrivato al 54%.

Per questo, si fa largo un’ipotesi: stoppare la campagna di vaccinazioni per i “nuovi” e procedere per ora solo con i richiami. Fondamentale per l’efficacia del vaccino Pfizer, infatti, è ricevere la seconda dose dopo il tempo stabilito. Viene anche riportato che le Regioni potrebbero adottare una sorta di “meccanismo di solidarietà”: quelle con surplus di vaccini potrebbero destinarne una parte a quelle a corto di dosi.

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