VACCINAZIONI ANTI COVID-19 CONTRO IL CORONAVIRUS PERSONALE MEDICO SANITARIO DOSE

In questi giorni l’azienda statunitense Pfizer sta consegnando nuove dosi del vaccino in Europa a molti Paesi: uno di questi è l’Italia, che da accordi avrebbe dovuto ricevere 562.770 dosi di vaccino.

Il 15 gennaio, invece, Pfizer ha annunciato a vari Paesi che riceveranno molte meno dosi: tra questi Paesi c’è anche il nostro. L’azienda ha anche motivato la scelta dando alcune giustificazioni alla diminuzione delle dosi, che saranno infatti 397.800.

Dosi vaccino: quali regioni saranno penalizzate

In Italia arriveranno molte dosi in meno di quanto gli accordi avessero previsto inizialmente, e ad essere coinvolte saranno alcune regioni più che altre: in Sardegna, Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Trento e Bolzano arriveranno infatti percentuali di dosi che vanno tra il 48,8 ed il 60% in meno di quanto pattuito, il che potrebbe creare disagi nella distribuzione delle dosi proprio nel momento in cui, per molti cittadini, è il momento della seconda iniezione.

Non subiranno ammanchi, invece, Valle d’Aosta, Molise, Umbria, Marche, Basilicata e Abruzzo.

La decisione di Pfizer arriva piuttosto inaspettatamente per l’Italia: si è trattato infatti di una redistribuzione e ridefinizione quantitativa non concordata tra le parti (ovvero Pfizer e gli Stati) ma che è stata comunicata a cose fatte, e motivata con una giustificazione tecnica: Pfizer ha infatti spiegato di doversi occupare dell’aggiornamento e miglioramento dell’impianto produttivo di Puurs, finalizzato a un aumento della produzione.

Stefano Bonaccini, Presidente della Conferenza delle Regioni, ha fatto sapere: “Martedì sera abbiamo fatto una lunga video-call con i ministri Boccia e Speranza e con il commissario Arcuri. Abbiamo deciso il riequilibro tra Regioni, perché Pfizer ha deciso unilateralmente a chi togliere di più e a chi di meno.

Regioni come la nostra, la Lombardia e il Friuli sono state colpite in maniera più pesante. Ci sarà un riequilibro”.

Vaccino: la sesta dose “extra”

La preoccupazione riguardo a una ridefinizione degli accordi era già arrivata nei giorni scorsi quando era risultato chiaro che, anziché riuscire ad avere solo 5 dosi di vaccino da ogni fiala, se ne poteva ottenere una sesta dose extra. Ciò aveva portato le autorità di vari Paesi europei a pensare che la Pfizer avrebbe potuto considerare di mandare meno fiale (ma uguale numerosi di dosi). 

Redistribuzione delle dosi: priorità ai richiami

In questi giorni sarebbe dovuta partire in molte regioni la vaccinazione per gli over 80, ma visto l’arrivo di minori dosi di prodotto, si è deciso di posticipare queste somministrazioni di qualche giorno per dare priorità alle richiarite a 21 giorni delle prime dosi già effettuate (che, senza un richiamo, perderebbero di effettiva efficacia).

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