Alexei Navalny e Vladimir Putin in primo piano

Sono stati giorni di fuoco per le piazze russe, quelli del week end del 23 e 24 gennaio. Migliaia di persone di tutte le età sono scese in piazza per manifestare la propria solidarietà al leader dell’opposizione Alexei Navalny. Il dissidente, che la scorsa estate era stato vittima di avvelenamento, si trova al momento in carcere; arrestato non appena atterrato in Russia.

Chi è Alexei Navalny

Per capire che cosa sta accadendo in Russia in questi giorni di fuoco, occorre fare un passo indietro e capire chi è Alexei Navalny, per il quale le persone sono scese in piazza. Nato nel ’76, laureato in giurisprudenza ed economia, è il rivale più pericoloso di Vladimir Putin.

Navalny è leader del partito Russia del Futuro e Presidente della Coalizione Democratica, che unisce più partiti. Da un lato, Navalny ha aspirazioni nazionaliste da un punto di vista territoriale, in quanto spera di riunire Bielorussia e Ucrania sotto l’influenza russa, dall’altro è pronto ad un’apertura verso l’occidente, agli omosessuali e alla legalizzazione delle unioni omosessuali.

É sposato da 22 anni con Yulia Navalnaya, compagna anche nella lotta politica, dal quale ha avuto due figli.

Navalny e la moglie Yulia

Navaly è un personaggio controverso, pur essendo a favore dei diritti degli omosessuali e a capo della Coalizione Demcratica, in passato ha espresso opinioni xenofobe ed è stato visto vicino a gruppi politici di stampo xenofobo.

Nel 2006 si schierò a favore della Marcia Russa, alla quale parteciparono anche gruppi neonazisti; Navalny era a capo del gruppo politico Jabloko a nome del quale chiese al governo di lasciar manifestare il gruppo in quanto diritto costituzionale, al contempo però prese le distanze dalle ideologie dei gruppi in marcia.

Nel 2008 da il via alla sua lotta anti-corruzione e al Presidente Vladimir Putin.

L’avvelenamento e l’arresto

Alexei Navalny era già un volto noto sul piano internazionale, ma il suo nome ha fatto il giro del mondo quando la scorsa estate è stato avvelenato con un agente nervino.

Il 20 agosto, mentre si trovava in volo verso Mosca, Navalny si è sentito male e l’aereo ha dovuto fare un atterraggio d’emergenza ad Omsk. Tutti i suoi sintomi riconducevano ad un avvelenamento da agente nervino, lo stesso che ha portato alla morte a Londra dell’ex spia Skripal.

Navalny entra in coma, l’intero corpo politico europeo capeggiato da Angela Merkel ed Emmanuel Macron ha richiesto il suo trasferimento in Germania.

Dopo un braccio di ferro durato qualche giorno, l’oppositore è stato trasferito a Berlino dove è stato curato, svegliandosi il 7 settembre.

I mandanti, rivelerà un’inchiesta di diversi giornali e testate giornalistiche tra le quali CNN, Spiegel e Insider, saranno identificati con agenti di un’unità speciale del Servizio di Sicurezza Federale, il veleno era stato sparso negli indumenti intimi di Navalny.

Putin, dal canto suo, negherà sempre di aver avuto un ruolo nell’avvelenamento, durante una conferenza stampa affermerà che se davvero fosse stato lui, di certo Navalny non sarebbe sopravvissuto.

Oltre ad arrestare il suo entourage, come nel caso del collaboratore Shaveddinov, mandato a svolgere servizio militare forzato, anche Navalny è stato arrestato non appena atterrato a Mosca e non ha avuto la possibilità di portare con sé il suo legale. Da qui lo scoppiate delle proteste.

La Russia in rivolta

Sono più di 60 le città interessate dalle manifestazioni, non autorizzate dal governo, a favore di Navalny, ed hanno visto grande risposta da parte dei cittadini, che hanno costruito una fitta rete di contatti sui social. La repressione è stata violenta, soprattutto in piazza Pushkin a Mosca dove i manifestanti si sono riuniti trovandosi di fronte ad una carica della polizia alla quale hanno reagito lanciando palle di neve.

Agenti presi a palle di neve durante le proteste

Sono 40mila le persone scese in piazza, sfidando le avversità climatiche oltre che politiche, dato che la temperatura media si aggira intorno ai -40 gradi. Circa 3400 gli arrestati, riferiscono i dati raccolti dal portale degli attivisti russi Ovd-Info, solo nella città di Mosca sono state 1360 e 523 a San Pietroburgo.

Le rappresaglie della polizia sono state violente, molti sono ricoverati in ospedale in gravi condizioni, come nel caso di una donna di 54 anni presa a calci e ora in coma a causa di un grave trauma cranico.

300 minori in carcere

Se i numeri delle persone in piazza e persone arrestate sono impressionanti, a fare ancora più scalpore è il dato allarmante lanciato dal Commissario per i Diritti dei bambini che segnala almeno 300 minori arrestati.

Arrestata anche la moglie di Navalny

Yulia Navalnaya si trovava in piazza insieme ai manifestanti quando la polizia l’ha arrestata, caricandola su un furgoncino. La moglie dell’oppositore Navalny è stata rilasciata dopo diverse ore, come lei stessa ha fatto sapere postando un’altra foto. Yulia era stata identificata proprio grazie ai post pubblicati su Instagram.

Yulia Navalnaya in piazza insieme ai manifestanti

Joe Biden e la linea dura con la Russia

Sulle violenze perpetuate dalle autorità è intervenuto anche il neo-presidente degli Stati Uniti Joe Biden, inoltre ha lasciato intendere di non voler continuare sulla linea Trump ed è già al lavoro sulla preparazione di nuove sanzioni contro le interferenze russe durante le elezioni, i cyber attacchi, la violazione dei diritti umani e l’avvelenamento di Navalny.

Il Cremlino invece ha già accusato l’ambasciata Statunitense a Mosca di interferenze nelle questioni interne russe e nelle manifestazioni a sostegno di Navalny. Il portavoce della Presidenza Dimitrij Peskov punta il dito contro un comunicato divulgato dall’ambasciata, che avvisava i cittadini americani di evitare le aree delle proteste.

Il tweet della Farnesina

Nello scenario politico interazione si è inserito anche il ministro degli Esteri italiano, con un tweet dalla Farnesina hanno fatto sapere che: “Segue con preoccupazione l’arresto di centinaia di manifestanti scesi in piazza in diverse città russe per richiede la liberazione di Navalny” del quale è stato chiesto il rilascio immediato.

Il Minsitro degli Esteri Di Maio ha invece condannato apertamente l’arresto di Navalny, affermando di come sia intollerabile l’arresto di un oppositore politico solo per il suo ruolo.

La situazione in Russia è esplosiva, il primo week end di proteste sembra solo l’inizio di un movimento che punta alla cacciata di Putin, considerato il centro del sistema politico corrotto che ha avvelenato la Russia.

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