Luigi Di Maio e Giuseppe Conte

Sono partite ieri le consultazioni, con Sergio Mattarella che ha incontrato i presidenti di Camera e Senato. Oggi si entra nel vivo, invece, con una serie di incontri importanti che potrebbero, a fine giornata, rendere più chiaro il futuro del Paese. Il Presidente della Repubblica incontrerà il gruppo degli Europeisti, il gruppo ‘Per le Autonomie’, gli esponenti del Misto, Azione e + Europa, per arrivare poi nel pomeriggio a Leu, Italia Viva e il Pd.

Intanto però, la crisi di Governo si muove sopra lo scenario della crisi sanitaria e anche del cambio di colore di alcune regioni da domenica.

Crisi di Governo: la posizione di Zingaretti

Oggi il Pd incontra il Presidente Mattarella, ma intanto la posizione di Zingaretti è stata già chiarita nelle scorse ore.

Nicola Zingaretti, infatti, parlando alla direzione del Pd, ha ribadito il suo sostegno a Conte per “dare vita a un governo raccogliendo l’appello del Capo dello Stato nella direzione della responsabilità nazionale“. Il segretario allontana di nuovo la possibilità di andare al voto: “Noi non abbiamo mai voluto o auspicato elezioni politiche anticipate e non le vogliamo ora“.

Di Maio premier?

E intanto nelle ultime ore più di qualcuno ha fatto riferimento alla possibilità di un Di Maio prossimo premier.

Si allontanerebbe quindi sempre di più la possibilità di un Conte ter, in favore di un nuovo leader. Teresa Bellanova, presidente di Italia Viva ed ex ministro dell’ultimo governo Conte, ha chiarito ieri la sua posizione: “Di Maio premier? Noi partiamo dal programma, soprattutto non poniamo né subiamo veti“, dice a Tgcom24. Bisognerà aspettare che Italia Viva salga al Colle e che confermi poi di aver indicato Luigi Di Maio come prossimo premier a cui si affiderebbero, ma intanto la voce gira e rischia di dividere il MoVimento.

MoVimento 5 stelle: Conte vs Di Maio?

Un MoVimento tutto per il Conte ter? Forse no. “Noi non ci caschiamo ma, ad essere maliziosi, viene da pensare che questa operazione sia pensata da chi ha come obiettivo finale quello di arrivare a un governo tecnico“, riporta Tgcom24 citando fonti del MoVimento che fanno riferimento proprio alle voci che qualcuno sia pronto a non sostenere più Giuseppe Conte. “Luigi è una figura di riferimento e una risorsa per il Movimento, ma mettere in mezzo il suo nome in questo modo e in questo momento è un chiaro tentativo di delegittimarlo“. Insomma, almeno a parole il MoVimento sembra unito nel sostenere sempre lo stesso nome, quello del premier dimissionario.

Stefano Patuanelli, ministro dello Sviluppo, sottolineava: “Pensano di poterci usare contro Conte, si sbagliano“. Gli fa eco anche il capo politico del MoVimento Vito Crimi: “Il nome del presidente Conte rappresenta la figura di riferimento e di garanzia in grado di consentire la nascita di un nuovo esecutivo“. E intanto torna a parlare anche Alessandro Di Battista che sembra non avere dubbi: “Se Renzi propone Di Maio premier? Luigi ha avuto due occasioni per farlo e ha sempre messo da parte aspirazioni anche legittime per il bene del Movimento, direbbe di no“.

L’ex parlamentare del M5s si accoda alle altre voci del partito che sostengono come questa sia solo una trovata per dividerli: “Si tratta di una boutade per avvelenare i pozzi“.

Il no di Cottarelli

Nelle scorse ore si è parlato anche della possibilità di vedere Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani, come prossimo premier. “Chi spera in un governo guidato da me resterà deluso. Perché la soluzione è un Conte ter, con una maggioranza simile a quella che ha sostenuto l’ultimo esecutivo. Se non ci riescono, allora vedo le elezioni“, ha detto in una intervista a La Stampa chiudendo quindi la discussione su una sua possibile leadership.

Le regioni che cambiano colore

Alcune regioni potrebbero già cambiare colore domenica? Ebbene sì, qualcuno potrebbe passare a zona gialla da arancione giù questo weekend, ma bisognerà attendere venerdì per avere notizie certe, quando insomma arriverà l’ultimo monitoraggio della settimana dal 18 al 24 gennaio. Attenzione però perché in vigore c’è anche la regola dei 14 giorni: il Dpcm, infatti, prevede che sia necessario avere dati da zona gialla o arancione per 14 giorni consecutivi prima di poter cambiare ufficialmente fascia.

Da domenica, quindi, la Liguria e il Veneto potrebbe diventare zona gialla. Puglia, Umbria e Valle d’Aosta, invece, dovrebbero rimanere in zona arancione. La Sicilia potrebbe invece lasciare la zona rossa per diventare arancione, mentre Bolzano sarebbe destinata a confermare la rossa. Molise e Trento, oggi in zona gialla, rischiano invece di salire di fascia.

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