carabinieri

Si fatica a descrivere la violenza e la furia omicida con cui Alexandro Riccio, di 39 anni, venerdì scorso si è accanito contro la moglie Teodora Casasanta e contro il figlio di appena 5 anni, Ludovico. Un vero e proprio massacro, quello avvenuto nella loro casa coniugale a Carmagnola, in provincia di Torino, sul quale si indaga ed emergono oggi nuovi elementi che descrivono l’impeto e la violenza perpetrata.

Massacro di Carmagnola: uccide la moglie, poi le lancia contro 50 oggetti

Convalidato questa mattina l’arresto di Alexandro Riccio, un rappresentate di 39 anni che venerdì notte si è accanito con una violenza inaudibile nei confronti di moglie e figlio, uccidendoli.

Un massacro perpetrato con furia e ferocia: 15 le coltellate alla schiena inferte alla moglie Teodora, psicologa anche lei 39enne, mentre si trovava a letto. 8 invece quelle inferte al figlio, il piccolo Ludovico di appena 5 anni il cui corpo è stato ritrovato nel corridoio di casa privo di vita.

Questi i dettagli che emergono dagli esami autoptici effettuati dal medico legale, Roberto Testi, sui corpi di madre figlio. Ancor più agghiacciante invece il quadro, la dinamica dell’accaduto che descrive i momenti di pura ira di Riccio che, dopo aver accoltellato la moglie, le avrebbe scagliato contro circa 50 oggetti tra cui anche un televisore.

Una borraccia, un cavatappi, decide di attrezzi domestici: una lunga lista di oggetti che Riccio avrebbe usato per massacrare la sua famiglia e che verranno ora analizzati in maniera corrispondente alle ferite rintracciate sui corpi di moglie e figlio.

Prima del massacro il biglietto: “Vi porto via con me

Non è ancora chiaro, e saranno ulteriori indagini a dimostrarlo, in che ordine ha agito il 39enne, ora accusato di duplice omicidio con l’aggravante della crudeltà. Rimane un’incognita sapere se Riccio si sia avventato prima sulla moglie o prima sul figlio.

Subito dopo il massacro – dopo un lasso di tempo non ancora definito – Riccio ha tentato di togliersi la vita gettandosi dal balcone di casa, gesto dopo il quale è stato immediatamente soccorso. In mano agli investigatori anche un biglietto sopra il quale aveva scrittoVi porto via con me“, come a far presumere la strage che da lì a poco avrebbe compiuto.

Approfondisci

Catania, picchiata dal marito ubriaco: il figlio di 10 anni chiama i Carabinieri

Caso Giuseppe Uva, una nuova speranza: la Corte Europea accoglie il ricorso

Omicidio Roberta Siragusa: l’ombra di un complice dietro l’orrore