medici in sala operatoria

Ritornare ad una vita normale: era questo il sogno di Felix Gretarsson, 48enne islandese a cui nel 1998 erano state amputate entrambe le braccia. I progressi della scienza potrebbero consentire, a distanza di oltre 20 anni, di trasformare quel sogno in realtà. Lo scorso 13 gennaio un’equipe dell’ospedale universitario di Lione è riuscita a completare, per la prima volta al mondo, il doppio trapianto di braccia e spalle, in un lungo intervento che ha presentato innumerevoli sfide sia per i medici che per il paziente.

La storia di Felix Gretarsson

Secondo quanto riportato dalle fonti, nel 1998 Felix Gretarsson, all’epoca elettricista 26enne, era rimasto vittima di un gravissimo incidente.

Durante una riparazione su una linea dell’alta tensione, una scarica di 11mila volt gli aveva bruciato entrambi gli arti superiori, causando nel contempo gravi danni agli organi interni. Risvegliatosi dal coma dopo tre mesi, il giovane aveva così scoperto che i medici, nel tentativo di salvargli la vita, si erano trovati costretti ad amputargli le braccia all’altezza delle spalle. Entrato successivamente in contatto con il team di chirurghi di Lione, aveva deciso di trasferirsi nella città francese con la speranza di un trapianto.

Da allora l’attesa è stata moto lunga, data la necessità di trovare un donatore compatibile per entrambe le braccia. Il 13 gennaio l’attesa è finita e un intervento di 15 ore ha consentito ad un team interdisciplinare di rimuovere le braccia ad un paziente deceduto e di effettuare il delicatissimo trapianto. Tra le tante difficoltà, una delle maggiori ha riguardato i tempi della doppia operazione tra donatore e ricevente, che dovevano essere il più possibile contenuti per evitare rischi ulteriori.

Una lunga fase di riabilitazione

Come si apprende dal comunicato ufficiale degli Hospices Civils de Lyon, l’intervento è andato a buon fine e adesso si aprirà un’altrettanto delicata fase di riabilitazione.

Le incognite sono ancora numerose, a partire dal rischio di rigetto. Per Felix Gretarsson, che in passato aveva già subito un trapianto di fegato, si tratterà si procedere passo dopo passo in questo difficile percorso.

La speranza è che questa vicenda possa non solo rappresentare l’inizio di una nuova vita per il paziente, ma anche aprire nuove prospettive legate ai trapianti: “Consentono alle persone di uscire da una situazione di grave handicap, responsabile di una morte dal punto di vista sociale – sottolinea nel comunicato il professor Lionel Badet – I pazienti possono quindi riacquistare la loro autonomia, almeno parzialmente: i limiti sono in costante diminuzione e questo tipo di interventi stanno aprendo nuovi orizzonti nel campo dei trapianti”.

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