Primo piano di Roberta Ragusa

La vita matrimoniale di Roberta Ragusa era infelice: questo fatto è stato negli anni reso noto da racconti e ricerche emersi durante le indagini e poi nel corso delle vicende processuali.

Che Roberta Ragusa fosse infelice anche in tempi non sospetti, all’inizio del suo matrimonio, è ciò che emerge ora e per la prima volta è lei a raccontarlo: non a voce, ma attraverso le parole scritte del suo diario, pubblicate parzialmente dal settimanale Giallo.

Roberta Ragusa: l’aborto e la solitudine

Roberta Ragusa era infelice e, molti anni prima di scoprire che suo marito aveva una relazione con la babysitter dei suoi figli (Sara Calzolaio) si sentiva depressa e un peso per Antonio Logli.

La sua tristezza profonda derivava da un lutto enorme: Roberta, che desiderava ardentemente diventare madre, aveva subito un aborto, presumibilmente a causa di problemi del bambino. Nelle pagine del diario riversa tutta la sua sofferenza per l’accaduto: Il mio bambino è morto, me l’hanno dovuto ammazzare. Piango molto. Non riesco a fare niente. Mi sento così sola”. In altri passaggi la donna si lamenta del fatto che il marito appare distante e poco protettivo, in una situazione di profonda sofferenza: Ho perso un figlio e Antonio non mi dice neanche ciao.

Ho paura di stancare chi mi sta intorno con i miei continui pianti, specialmente mio marito”.

Anni dopo Roberta sarebbe riuscita a diventare madre di due figli, Daniele e Alessia, che oggi hanno 20 e 19 anni. 

Le parole contro il marito: “Non ti ricordi mai nulla”

In passato altri dettagli della difficile vita coniugale della donna, contenute nel diario, erano state diffuse da Chi l’ha visto?.

In quelle pagine la donna si rivolgeva direttamente al marito, reo di non darle alcuna attenzione: Non ti ricordi mai nulla non un fiore, neanche quando è nato il primo figlio e sarebbe stato così anche alla nascita della bambina, se non te lo avesse suggerito un’altra persona.

Anche oggi per esempio, non ti sei ricordato il nostro anniversario. L’ennesima delusione. Non importa, non più”.

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