eluana englaro

Il 9 febbraio 2009 finiva la vita di Eluana Englaro, in tutti i modi in cui la sua vita poteva dichiararsi conclusa dal punto di vista clinico e fisiologico.

A seguito di una battaglia lunga 10 anni e di un’esposizione mediatica della sua tragedia che aveva, negli anni, diviso l’opinione pubblica italiana, Beppino Englaro poteva finalmente dire addio a sua figlia, assistendo alla sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione artificiale che permettevano ai suoi organi di funzionare.

Eluana Englaro: l’incidente

L’esistenza di Eluana Englaro, in realtà, si era drammaticamente conclusa anni e anni prima: più precisamente nel 1992, quando la ragazza era finita vittima di un incidente stradale.

Il 18 gennaio 1992, Eluana Englaro finì fuori strada dopo aver perso il controllo della sua auto. Le conseguenze furono drammatiche: paralisi dei 4 arti e lesioni craniche e cerebrali gravissime. Dopo mesi passati in coma, Eluana si ritrovò in stato vegetativo, senza nessuna connessione volontaria e consapevole con la realtà.

La battaglia di Beppino Englaro

Dal 1999 il padre Beppino ha cominciato una durissima battaglia, chiedendo che fosse riconosciuta l’impossibilità totale di un miglioramento delle condizioni della figlia, e che dunque fosse dato l’ok alla sospensione dell’alimentazione artificiale.

Cominciò in quel momento una battaglia dura in tribunale quanto davanti alle telecamere: Beppino raccontò chi era, e non sarebbe mai più stata, sua figlia Eluana, e di come in vita aveva avuto l’occasione di spiegare che mai avrebbe voluto rimanere in stato vegetativo.

La ragazza aveva infatti visto accadere la stessa cosa ad un amico ed aveva espresso, parlando con il padre, la volontà che nel caso fosse accaduto a lei fosse posta fine alla sua esistenza biologica.

La battaglia giudiziaria: il decreto del 2008

La battaglia di Beppino Englaro è durata fino al 2008, e oltre: se nel 2006 la Corte di Cassazione aveva infatti respinto il suo ricorso, il decreto del 9 luglio 2008 ha permesso ufficialmente l’interruzione delle terapie che tenevano in vita Eluana.

 

La decisione avrebbe però portato a un terremoto politico e sociale: la causa di Beppino Englaro fu accolta da molti, osteggiata da tanti, usata da alcuni. I Radicali sostennero la battaglia degli Englaro, mentre la destra italiana ed i partiti più conservatori sostennero la posizione, cara agli ambienti di Chiesa soprattutto, secondo cui Eluana avrebbe dovuto essere tenuta in vita.

Lontano dal clamore e dalle telecamere, gli Englaro salutarono Eluana il 09 febbraio 2009, 3 giorni dopo l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione. Nel 2016 la regione Lobardia è stata condannata dal Tar al risarcimento di 143mila euro, nei confronti della famiglia, per la decisione di vietare l’interruzione delle terapie a livello regionale, costringendo Englaro a trasferire la figlia.

Beppino Englaro, fino alla fine, fece la scelta di non mostrare con lo stato vegetativo avesse fatto ad Eluana in 17 anni di sofferenza: ha sempre preferito che, per tutti, Eluana rimanesse la ragazza sorridente e piena di vita delle foto dei suoi 20 anni, che lui mostrava con orgoglio per spiegare tutto ciò che sua figlia non era più.

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