Carlalberto Cimenti, morto sotto una valanga al Sestriere

Tragedia in montagna: una valanga ha travolto e ucciso lo scialpinista Caralberto Cimenti e l’amico Patrick Negro. L’incidente è accaduto in provincia di Torino, in zona Sestriere: Cimenti era considerato una vera e propria leggenda dell’alpinismo e aveva scalato alcune delle vette più alte e pericolose del mondo.

Sestriere, valanga travolte 2 scialpinisti

Tutto è accaduto nel pomeriggio di lunedì 8 febbraio: secondo quanto riportano le fonti locali, una valanga si è abbattuta tra i comuni di Cesana e Sauze di Cesana. Si tratta di due paesi vicine a Cima del Bosco e Col Chalvet, sulle Alpi Cozie.

La valanga ha travolto 2 scialpinisti che si stavano dirigendo verso la Valle Argentera, al Sestriere: l’allarme, riporta La Stampa, è stato lanciato proprio dalla famiglia di uno dei due, il noto alpinista e sciatore Carlalberto Cimenti.

Proprio lui è risultato essere tra le vittime della valanga: i soccorsi hanno individuato la zona del Sestriere in cui era evidente si fosse staccata una grande quantità di neve, e da qui sono iniziati i soccorsi con volontari, soccorso alpino ed eliambulanza. Il segnale dell’arva di Cimenti è stato localizzato in profondità, sotto 2 metri di neve che sono stati fatali per Cimenti e Patrick Negro.

Chi è l’alpinisti “Cala” Cimenti

La notizia sta facendo particolare scalpore proprio perchè la vittima è uno degli alpinisti più noti al mondo: Carlalberto “Cala” Cimenti, 45enne entrato nell’olimpo di questa disciplina estrema, tanto affascinante quanto potenzialmente tragica. Tra le sue imprese, la scalata del Kilimanjaro e quella della nona vetta più alta del mondo, il Nanga Parbat. Cimenti era riuscito nell’impresa solo 2 anni fa, nel 2019, quando raggiunse la cima della montagna alta 8.126 metri nel Karakorum pakistano. Esperto sciatore, aveva conquistato spazio anche la sua impresa sul Gasherbrun VII in Pakistan, quando un suo compagno era rimasto ferito dopo una caduta di centinaia di metri, e “Cala” era riuscito a salvarlo.

Cimenti era noto anche per essere un “alpinista romantico”: aveva infatti chiesto alla moglie, Erika Siffredi, di sposarlo a 5.417 metri di quota, in Nepal. Assieme a lui, l’amico e soccorritore Patrick Negro. L’Uncem, Unione nazionale comuni comunità enti montani, ha salutato così i due uomini che hanno perso la vita sotto la valanga di oggi: “Due persone che avevano stima e affetto tra i colleghi, tra tutti noi. Ci mancheranno.

Il loro esempio e il loro amore per le montagna non muoiono“.

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