Fabrizio Corona Ylenia Demeo

Secondo i pm, ci sarebbe Fabrizio Corona dietro le comparsate in tv di alcune delle ragazze dichiaratesi vittime di Alberto Genovese. Si parla, nello specifico, delle due ragazze che hanno deciso di esporre visi e identità durante le ultime puntate di Non è l’Arena. I Pm hanno deciso di allertare il Tribunale di Sorveglianza affinché venga monitorato il comportamento dell’ex Re dei paparazzi, che in questo momento è ai domiciliari.

Caso Genovese: le due ragazze assistite dal legale di Corona

Sono Ylenia Demeo e Martina Facchini le due ragazze che, nei giorni scorsi, hanno deciso di comparire in tv senza schermi e senza protezioni, fornendo le testimonianze dei loro legami con Alberto Genovese e raccontando di atroci momenti di abusi che le due dichiarano di aver subito.

A quanto pare le due ragazze sarebbero legate all’agenzia Athena, che si occuperebbe di contributi giornalistici tra le altre cose. Con la stessa agenzia collaborerebbe anche Fabrizio Corona. Il dubbio dei Pm è che le comparsate televisive delle ragazze possano essere pensate ed orchestrate da Corona.

Questa versione dei fatti è stata completamente smentita da Ivano Chiesa, storico legale di Corona e avvocato delle due ragazze, che avrebbe dichiarato, riporta Ansa: “Lavora per Athena (Fabrizio Corona, ndr) che fornisce contributi giornalistici, e quindi fa il suo mestiere”.

A segnalare la necessità di un controllo al tribunale di sorveglianza, su avviso delle forze di polizia, sono state il procuratore aggiunto Letizia Mannella ed il pm Rosaria Stagnaro.

Ylenia Demeo: “Godeva nel vedermi piangere”

Ylenia Demeo ha 20 anni ed è una modella: per qualche tempo avrebbe anche avuto una relazione con Genovese. Martina Facchini ha 22 anni.

Le testimonianze delle ragazze nel corso del programma di Massimo Giletti, Non è l’Arena, sono state atroci: “Piangevo e gridavo e lui rideva, a lui piaceva vedermi piangere ed urlare.

Godeva. Sono scappata”, racconta Ylenia, che dichiara di aver realizzato di aver subito gravi abusi solo dopo la denuncia della prima presunta vittima. Alla base dell’”intangibilità” di Genovese secondo la modella ci sarebbe stata l’influenza che aveva sul prossimo: “Tutti sapevano quello che accadeva, ma tutti lo temevano perché era potente e offriva tutto e tutti”.

Non dissimile la testimonianza di Martina, che ha sprazzi di lucidità e buchi di memoria: “Pensavo, ok Alberto è un po’ feticista, gli piace “giocare” con le corde, legare” ma solo dopo ha capito che quei momenti erano legati a “i miei buchi temporali nelle notti passate con lui”.

Approfondisci:

Caso Genovese, l’ex fidanzata sulla presunta vittima: “Era consenziente al sesso”

Massimo Giletti piange in trasmissione, dopo il racconto delle presunte vittime di Genovese