Persone in strada con mascherina

Ormai da giorni non si parla d’altro: le varianti del covid-19 fanno paura e il lockdown, almeno per molti esperti, può tornare ad essere una possibilità da applicare per ridurre le occasioni di contagio. La variante inglese, al momento la più diffusa, tiene sotto scacco la città di Pescara mentre gli esperti discutono del futuro del Paese.

Variante inglese a Pescara

La variante inglese preoccupa Pescara, che ieri ha visto ancora una giornata da record di contagi. Secondo quanto ricostruito dal laboratorio di Genetica molecolare dell’Università di Chieti, riporta SkyTg24, il 65% dei contagi presenti nell’area metropolitana sarebbero da far risalire proprio alla variante inglese.

La variante è ora dominante“, rivela infatti il direttore Liborio Stuppia. Le scuole, intanto, resteranno chiuse fino al 28 febbraio ma questa è solo una delle zone in cui si parla della necessità di un lockdown più duro.

Covid: nuovo lockdown nazionale?

Il confronto sulla possibilità o no di tornare a un lockdown nazionale è il più caldo del momento, soprattutto da quando Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, ha aperto alla questione rimarcando la necessità di un lockdown nazionale per fermare l’avanzata dei contagi e delle sue varianti.

Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università degli Studi di Milano, ha sostenuto invece che un lockdown duro sarebbe troppo difficile da sostenere: “Credo però che un lockdown totale sia difficile da proporre dal punto di vista dell’opportunità politica e del disagio e della ribellione sociale che si rischierebbe“, ha rivelato all’Adnkronos Salute.

Lockdown nazionale: gli esperti

Intanto gli esperti dell’Istituto superiore di sanità (Iss) si schierano. Nella relazione tecnica dello studio della diffusione della variante inglese in Italia specificano che “considerata la circolazione” della variante “nelle diverse aree del Paese, si raccomanda di intervenire al fine di contenere e rallentare la diffusione della variante Voc 202012/0, rafforzando/innalzando le misure in tutto il Paese e modulandole ulteriormente laddove più elevata è la circolazione, inibendo in ogni caso ulteriori rilasci delle attuali misure in atto“.

Insomma, nessuna nuova apertura per l’Iss, anzi, meglio ulteriori chiusure.

Lockdown nazionale: parla Ricciardi

Walter Ricciardi, consigliere scientifico del ministero della Salute, torna a parlare dopo la polemica che lo ha visto protagonista.

Le sue dichiarazioni sulla necessità di tornare al lockdown hanno scatenato anche le ire del leader della Lega Matteo Salvini. “Chiedono le mie dimissioni? Queste sono considerazioni che lascio alla politica. Se posso essere utile al Paese con i miei consigli, lo faccio a livello internazionale e lo faccio anche in Italia: altrimenti mi faccio da parte“, dice a margine della polemica. A Rai News24 ha spiegato: “C’è una situazione che epidemiologica oggi grave, ingravescente e incompatibile con gli assembramenti“. E ancora: “E’ di fatto pericolosa per l’arrivo di queste varianti che sono molto insidiose sia dal punto di vista della contagiosità che anche purtroppo della letalità. E sono pericolose anche per la capacità di sfuggire eventualmente al vaccino come nel caso della variante sudafricana per AstraZeneca“.

Zaia e i vaccini

La vaccinazione resta comunque il tema centrare per arginare la progressione del virus, e nelle scorse ore Luca Zaia ha rivelato: “Abbiamo avuto un’offerta per 12 e una per 15 milioni di dosi di vaccino. Sono proposte sul mercato europeo“, dice riferendosi all’acquisto autonomo di vaccini che molte regioni hanno minacciato in queste ultime settimane.

Abbiamo chiesto le offerte per iscritto“, ha aggiunto ancora per spiegare a che punto delle trattative si trova la regione Veneto. “Nel frattempo abbiamo scritto all’Aifa, ci ha risposto dopo 10 giorni dicendo di parlare con Arcuri, e lo faremo“, ha concluso.

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