walter ricciardi e matteo salvini

Non ci sono buone notizie nella lotta contro la pandemia di coronavirus. Il Comitato tecnico scientifico ha avvertito sulla pericolosità della variante inglese, che circola in alcuni focolai italiani. L’andamento è in peggioramento, con 3 Regioni e la provincia di Trento che passano in zona arancione.

Dubbi anche sulle riaperture, specialmente degli impianti sciistici pronti a ripartire, su cui hanno espresso forti dubbi gli esperti del Cts. Interviene anche Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, che rimarca la necessità di un lockdown nazionale. Opzione su cui ha duramente attacco il leader della Lega Matteo Salvini.

Ricciardi: “Necessario lockdown nazionale” contro il coronavirus

Ad ANSA Walter Ricciardi lo dice chiaramente: è urgente “cambiare subito la strategia di contrasto al virus SarsCov2” ed “è necessario un lockdown totale in tutta Italia immediato, che preveda anche la chiusura delle scuole facendo salve le attività essenziali, ma di durata limitata“.

L’esperto pone l’accento sul rafforzamento della tracciabilità dei casi e sulla campagna vaccinale: “È evidente che la strategia di convivenza col virus, adottata finora, è inefficace e ci condanna alla instabilità, con un numero pesante di morti ogni giorno“.

L’ira di Salvini alla prospettiva di un lockdown

Matteo Salvini a Mezz’Ora in Più ha attaccato duramente le considerazioni di Walter Ricciardi: “Io mi fido dei medici e degli scienziati. Che cosa non mi va bene? Che questo consulente del ministro dica ‘Secondo me bisogna chiudere tutto. Ne parlerò con il ministro più tardi’. No. C’è un presidente del Consiglio che si chiama Mario Draghi? Prima di terrorizzare 60 milioni di abitanti, fai il favore di parlarne con il presidente“.

Il Cts: evitare le riaperture delle piste da sci

Il quadro presentato dal Comitato tecnico scientifico sembra però più affine a quanto dichiarato da Ricciardi.

Riguardo agli impianti sciistici, il Cts avverte che le “mutate condizioni epidemiologiche“, dovute alla circolazione in Italia delle varianti del coronavirus, non favoriscono “le condizioni per ulteriori rilasci delle misure contenitive attuali, incluse quelle previste per il settore sciistico amatoriale“.

Gli scienziati rimandano “al decisore politico la valutazione relativa all’adozione di eventuali misure più rigorose“. I tempi delle riaperture a questo punto sono in dubbio, con il divieto che scade domani e alcune ordinanze regionali che consentono il ritorno sulle piste dalla settimana prossima.

Il problema delle varianti del coronavirus

Sulla circolazioni delle varianti del coronavirus però i dubbi sono pochi. L’Istituto Superiore di Sanità avverte che “c’è una circolazione sostenuta della variante, che probabilmente è destinata a diventare quella prevalente nei prossimi mesi“.

La variante inglese è prevalente nel 17,8% dei casi in Italia, e sottolinea la “necessità di monitorarne attentamente la prevalenza deriva dalla sua maggiore trasmissibilità rispetto al virus originale“.

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