coronavirus tampone

L’attenzione per le nuove varianti del Coronavirus ha alzato il livello di guardia e di allarme. Nel corso degli ultimi mesi, si è infatti assistito ad un nuovo incremento dei contagi in tutto il mondo e, in alcuni casi, il motivo è dovuto ad una forma più aggressiva e facilmente trasmissibile del virus. Dopo i primi casi variante brasiliana in Italia, ora sono emersi anche contagi del nuovo ceppo inglese e forse sudafricano in Sicilia. Dai responsabili, tuttavia, nessun allarme: la situazione sarebbe sotto controllo.

Sicilia, rilevati casi di variante inglese

Secondo quanto riportano le fonti locali, dai test effettuati in questi giorni è emerso che la variante inglese e sudafricana sono più diffuse di quanto si potesse magari pensare.

Nello specifico, quella inglese – che lo stesso Boris Johnson ha definito “più letale– sarebbe arrivata in Sicilia almeno un mese fa. Così almeno è emerso dal sequenziamento del genoma effettuato al Centro Controllo Qualità e Rischio Chimico del Policlinico di Palermo. Più complessa invece la situazione per quanto riguarda l’altra variante, quella sudafricana.

Sospetti di variante sudafricana in Sicilia

Le fonti locali, infatti, riportano che non c’è nessuna conferma ufficiale ma tanti sospetti attorno alla possibilità che la variante sudafricana sia arrivata in Sicilia.

Sotto osservazione infatti c’è un uomo ricoverato all’ospedale di Partinico, rientrato da un viaggio di lavoro proprio dall’Africa. Per il momento, sarebbe escluso che l’uomo abbia contratto la variante inglese, si indaga per quella sudafricana.

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Nessun allarme dagli esperti

Come per il caso della variante brasiliana rilevata in Abruzzo e in provincia di Varese, però, non ci sarebbe da allarmarsi. Secondo quanto riportato dal commissario per l’emergenza Covid a Palermo Renato Costa, infatti, “La situazione è sotto controllo, stiamo facendo gli accertamenti del caso“.

Stop ad Astrazeneca: scarsa efficacia contro la variante

Come detto, l’attenzione sulle varianti è molto alta. Ancor di più lo è nel periodo in cui il mondo si prepara per la campagna di vaccinazione che, si spera, dovrebbe trainarci fuori dall’emergenza. Fondamentale è che i vaccini sin qui in uso siano efficaci allo stesso modo contro le varianti. Cosa che non starebbe succedendo in Sudafrica: uno studio ha evidenziato che, su un campione ridotto di persone di età media 31 anni, il vaccino Astrazeneca sarebbe efficace solo al 10%.

Tanto è bastato per causare uno stop alla campagna, in attesa di ulteriori studi.

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