polizia persone strada

Ormai da giorni esperti e politici discutono a distanza della possibilità di un nuovo lockdown nazionale. La paura della pandemia sembra essersi fatta di nuovo acuta a causa nel progredire delle varianti che aumenterebbero il rischio di una terza ondata. Alcune zone hanno già deciso di procedere con dei lockdown locali, ma presto anche molte regioni potrebbero vedere nuovamente inasprirsi le misure.

Le regioni cambiano di nuovo colore

Al momento sono 6 le regioni che potrebbero rischiare di passare da zona gialla ad arancione. Da venerdì, quindi, dal momento in cui arriveranno i dati del monitoraggio settimanale dell’Iss, le regioni potrebbero finire in zona arancione.

 Non solo, l’Abruzzo al momento rischia persino di passare a zona rossa. A rischiare di passare da zona gialla a zona arancione invece Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche e Piemonte. Al momento in zona arancione ci sono di Abruzzo, Basilicata, Liguria, Molise, Umbria e provincia di Trento.

Covid Italia, gli ultimi dati

Per capire i cambi di colore bisogna di nuovo prestare attenzione ai numeri della Protezione civile. I dati di ieri vedono 12.074 contagi da coronavirus al 17 febbraio, 369 morti con 294.411 tamponi e un indice di positività al 4,1%.

Covid: la variante inglese

La variante inglese, nome ufficiale: VOC-2020212/01, al momento è quella che in Italia preoccupa maggiormente. Una volta scoperta, l’importante è stato capire se il vaccino risultava funzionale anche in questa circostanza e dopo le analisi dell’Imperial College di Londra è emerso che la variante si arrende al vaccino esattamente come il Sars-Cov-2. L’ISS, in ogni caso, spiega: “Per quanto riguarda i farmaci in uso e in sperimentazione non ci sono ancora evidenze definitive in un senso o nell’altro; tuttavia alcuni articoli preliminari indicano che alcuni anticorpi monoclonali attualmente in sviluppo potrebbero perdere efficacia.

 I produttori di vaccini stanno anche cercando di studiare richiami vaccinali per migliorare la protezione contro le future varianti”. I vaccini quindi sembrano essere efficaci sulla variante inglese, mentre potrebbero avere minore efficacia sulle altre varianti.

La variante inglese ha sintomi più comuni del coronavirus che abbiamo imparato a riconoscere e comuni a molte altre patologie lievi: quindi brividi, perdita di appetito, mal di testa e dolori muscolari.