Alex Schwazer durante una gara atletica

Si conclude dopo più di 4 anni il presunto caso di doping che ha investito il marciatore Alex Schwazer, scagionato dalle accuse. Accolta la richiesta di archiviazione dal Tribunale di Bolzano che mette la parola fine alla lunga inchiesta.

Le accuse contro Schwazer sono state avanzate nel 2016, dopo che le urine risultarono positive al controllo anti doping. Le urine, secondo quanto riscontrato dal gip bolzanese Walter Pelino, sarebbero state alterate, fatto che fa avanzare ipotesi di reato che saranno oggetto di ulteriori accertamenti.

Alex Schwazer, sul doping caso archiviato

Il processo di primo grado per Alex Schwazer è stato archiviato dal Tribunale di Bolzanoper non aver commesso il fatto“.

Il campione olimpionico è stato scagionato dall’accusa di doping avanzata dopo gli esami delle urine nel gennaio del 2016 e che gli sono costati 8 anni di squalifica. Quest’ultima è stata una decisione del Tribunale Arbitrale dello sport (TAs), che impedì al campione la partecipazione alle Olimpiadi di Rio.

Urine alterate

Secondo il gip Walter Pelino le urine del campione risultato positivo al doping sarebbero state alterate. Si suppone, inoltre, che per “impedire l’accertamento del predetto reato siano stati commessi una serie di reati“.

Su questi si svolgeranno ulteriori indagini, con ipotesi di falso ideologico, diffamazione e frode processuale.

WAFA e Iaaf sotto accusa

Nel mirino ci sono la Iaaf (World Athletics), associazione mondiale dell’atletica leggera, e la Wada (agenzia mondiale anti doping). In particolare sotto la lente finiranno le presunte ingerenze con le analisi del laboratorio di Colonia e quelle che apparirebbero come manipolazioni delle prove presentate contro Schwazer.

Nel dispositivo del gip si legge che “Wada e Iaaf operano in maniera totalmente autoreferenziale, non tollerano controlli dall’esterno e sono pronte ad impedirlo al punto da produrre dichiarazioni false e da porre in atto frodi processuali“.

Nelle 83 pagine compilate dal magistrato viene denunciata “Una macchina del fango pronta a tutto e che non si fa scrupolo di nulla“.

Schwazer, odissea finita per il campione

Alex Schwazer è risultato positivo al doping la prima volta nel 2012, per cui è stato squalificato per 3 anni. Nel 2015 ricomincia ad allenarsi con Sandro Donati e sottoposto a stretta osservazione. Torna poi a sostenere gare di atletica nel 2016, scaduta la squalifica.

La nuova positività viene denunciata nel giugno 2016, ma le prove trovate 2 anni dopo dai Ris di Parma, come la concentrazione di DNA nelle urine, sembrano contraddirsi.

La difesa sostiene che provano l’innocenza di Schwazer e nel dicembre 2020 la Procura di Bolzano chiede l’archiviazione.

Dopo l’archiviazione, l’atleta ha espresso la sua gioia all’ANSA: “Sono molto felice. Finalmente è arrivato il giorno dove è stata fatta giustizia e probabilmente non potrò dimenticare tutte le cose, ma il giorno di oggi mi ripaga un po’ di tante battaglie“.