mario draghi

Ieri sera, con una votazione terminata quasi a mezzanotte, è arrivato il sì del Senato alla fiducia al governo Draghi. Il risultato della votazione parla di 262 voti a favore, 40 contrari e 2 astenuti. Il risultato non bissa quello di Mario Monti che nel 2011 ottenne la fiducia a palazzo Madama con 281 voti a favore.

I voti del MoVimento 5 stelle

Il risultato del voto parla chiaro, almeno per il MoVimento 5 stelle, dove sono 15 i sentori che votano ‘no’. A loro si aggiungono ovviamente i voti dell’unica forse di opposizione cioè quelli di Fdi, e anche qualche no dal gruppo Misto. Ai 5 stelle ora non resta che capire se la scissione interna è veramente sempre più vicina.

Governo Draghi: il discorso del premier

Oggi, l’unità non è un’opzione, l’unità è un dovere. Ma è un dovere guidato da ciò che son certo ci unisce tutti: l’amore per l’Italia“, questo uno dei passaggi più riusciti del discorso di Mario Draghi ieri in Senato e che nelle ultime ore è rimbalzato su tutte le pagine dei giornali. In serata però arriva il secondo discorso, quello di replica, con l’intoppo del microfono che già piace agli italiani. Il premier comincia il discorso a microfono spento fino all’intervento di Federico D’Incà, ministro dei Rapporti con il Parlamento: “Scusate, devo ancora imparare“, dice Mario Draghi prima di ricominciare.

Gli interventi del dibattito hanno dimostrato la consapevolezza del disastro economico, sanitario, sociale, educativo e culturale. È con questa consapevolezza che questo governo costruirà nei fatti con sia la sua credibilità. Ringrazio per la stima ma anche questa dovrà essere giustificata e validata nei fatti del governo da me presieduto“, ha sottolineato prima di incassare la fiducia.

Governo Draghi: il voto alla Camera

Non è ancora finito però l’iter di Mario Draghi che potrà ufficialmente cominciare a lavorare solo dopo aver incassato anche la fiducia della Camera.

L’operazione di voto avverrà oggi: dalle 9 alle 16 ci sarà la discussione generale; due ore dopo, alle 18 parlerà il neo Presidente del Consiglio, e poi partiranno le dichiarazioni di voto. Dalle 20 ci sarà poi la votazione finale per appello nominale.