volante dei carabinieri

A lanciare di fatto il primo allarme e ad accorgersi che qualcosa potesse essere accaduto alla sua dipendente, Lidia Peschechera, era stato il suo datore di lavoro; l’uomo che di fronte alla sua assenza aveva allertato anche il suo ex marito. E proprio l’ex marito non poteva immaginarsi però che, dall’altra parte del cellulare a scrivergli messaggi sospetti non c’era più la sua ex compagna, ormai già senza vita, ma il suo compagno, un 28enne.

Morta il 12 febbraio scorso a Pavia, è stato fermato il compagno 28enne che ha confessato il suo omicidio.

49enne trovata morta nel bagno di casa: fermato il compagno 28enne

È un quadro articolato quello che sta alle spalle della morte di Lidia Peschechera, una donna di 49 anni deceduta con tutta probabilità il 12 febbraio scorso nel più assoluto silenzio.

Ad ucciderla, per l’accusa e anche secondo quanto emerso da quella che sarebbe stata la sua confessione, sarebbe stato il suo nuovo compagno, un ragazzo di 28 anni con problemi di alcolismo e senza una fissa dimora che da qualche tempo viveva insieme alla 49enne nel suo appartamento vicino al centro di Pavia.

Dopo il presunto omicidio risponde ai messaggi dell’ex marito di lei

Tante tensioni in casa però, molte liti e anche presunti gesti violenti che avevano portato la 49enne a sfogarsi qualche tempo fa al telefono con un’amica a cui aveva manifestato l’intenzione di allontanare il compagno dalla sua casa.

Ed è forse proprio al culmine di una delle ultime liti che il 28enne si sarebbe scagliato contro la compagna mentre si trovava in bagno, senza vita. Ancora da chiarire le cause del decesso che ci si immagina vengano rese noto solo dopo l’autopsia disposta sul corpo della 49enne.

Fermato, il 28enne avrebbe confessato l’omicidio

Per giorni, da quel drammatico 12 febbraio, nessuno ha sospettato la morte di Lidia anche a causa dell’intervento del compagno 28enne.

L’uomo sarebbe infatti rimasto nella casa, con il corpo della compagna, sino al 15 febbraio rispondendo lui, dal cellulare di Lidia, ai messaggi dell’ex marito che le chiedeva giustificazioni in merito alla sua sospetta assenza dal lavoro. Messaggi che però non hanno convinto l’ex marito. Rintracciato dai Carabinieri in un ostello di Milano il 17 febbraio, il 28enne avrebbe subito confessato di aver strangolato la compagna dopo una lite.

Con sé, al momento del fermo, il 28enne sarebbe stato trovato con carte bancomat e tessere spesa oltre ai documenti della 49enne, un cellulare e 190 euro in contanti.

Sarà ora onere dei Carabinieri continuare le indagini mentre per il 28enne si ipotizza l’accusa di omicidio colposo.

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