alice basso in primo piano

Oltre 700mila follower su Instagram ma dietro la corazza da influencer c’è una donna, una giovane mamma che non teme di mostrarsi fragile. Intervistata da The Social Post, fresca della pubblicazione del suo libro Una mamma imperfetta edito da Caro Diario, Alice Basso racconta la sua ascesa più casuale che voluta, un piccolo sentiero intrapreso nella campagna dove è nata e cresciuta e che l’ha portata nella “walk of fame” dei social. Modella e mamma, tra scatti incredibili e apprensioni, Alice Basso non teme più di mostrarsi “imperfetta” abbattendo i filtri della fotocamera.

Alice Basso: dalla repulsione per la passerella alla carriera da influencer

Partita dalla campagna sei arrivata nel cuore nevralgico dei social, qual è stato il tuo percorso?

È successo tutto molto per caso; avevo iniziato a lavorare nel mondo della moda quando ero una bimba, i miei genitori mi portavano alle sfilate ma era una cosa che odiavo e che non volevo fare. Quando avevo 7 anni ho pregato i miei genitori non portarmici più perché non era assolutamente il mio mondo, vivevo in campagna e amavo stare là, in mezzo ai campi.

Cos’è che allora non ti piaceva di quel mondo?

È la bambina di allora che parla: odiavo che mi truccassero, che mi mettessero la cipria, che mi tirassero i capelli per farmi le code piene di lacca, erano cose che non sopportavo e che non mi facevano stare bene anzi, mi trovavo del tutto a disagio.

Cozzava tutto con quello stile di vita che avevo e amavo, selvaggio, per le campagne.

alice basso da piccola
Alice Basso in un vecchio scatto da bimba pubblicato su Instagram

E poi? Cos’è successo, cos’è cambiato?

Avevo quasi 18 anni e un amico, un fotografo di Padova, mi ha contattato chiedendomi di fare alcune foto e io ho detto “dai, proviamo”, più per gioco che per altro, senza alcuna aspettativa. Ho fatto queste foto e da lì, nel giro di 3 mesi sono arrivati i primi lavori e io già a quell’età sognavo di essere indipendente, per questo lavoravo già a 15 anni durante le vacanze estive; cercavo sempre di mantenermi da sola per quel poco che riuscivo perché mi rendeva felice.

Quel lavoro nuovo mi permetteva di guadagnare bene e ho iniziato a farlo con divertimento, non come lo vivevo da bambina e così ha avuto inizio tutto.

alice basso influencer
Alice Basso oggi. Fonte: Instagram

Il rapporto con i social: il successo tra insicurezze e fragilità

Ora hai oltre 700mila follower e nel mondo degli influencer sei più che affermata.

Qual è stato il momento in cui hai realizzato cos’era accaduto intorno a te?

Anche questo è stato nato per caso. Mi sono iscritta sui social circa 8 anni fa senza alcuna aspettativa e al principio postavo foto di lavoro, di moda, scatti normali poi le persone hanno iniziato a seguirmi e fatalità poco dopo sono rimasta incinta di Brando, il mio primo figlio. Forse questa mia immagina “diversa”, l’accoppiata tatuaggi-pancione, hanno giovato. All’inizio poi non esistevano le storie quindi pubblicavo solamente fotografie senza raccontarmi come faccio invece ora. Con le storie invece ho iniziato ad avere fiducia in me, a credere in me stessa, a raccontarmi e ad essere la persona che sono tutti i giorni con i miei amici, con la mia famiglia.

alice basso tatuaggi
I numerosi tatuaggi di Alice Basso. Fonte: Instagram

Anche questo è avvenuto per caso o c’è stato un momento, un evento nella tua vita, che ha ti ha spinto ad aprirti, a raccontare di più di te?

È stato naturale, ho avuto dei momenti in cui non trovavo il coraggio di parlare di me ma avevo mio marito vicino che mi ripeteva “dai, perché no?”. Eppure io non ce la facevo, mi vergognavo, ero piena di insicurezze e non ero proprio convinta di raccontarmi attraverso le storie, ora forse ne faccio un po’ troppe (ride [NdR]).

Di queste insicurezze hai deciso di discorrere a lungo nel tuo libro, Una mamma imperfetta, perché?

Ho imparato che parlare di insicurezze può essere davvero d’aiuto alle persone che mi seguono e ho ricevuto tantissimi messaggi in privato di persone che mi hanno ringraziato per questo. Mi hanno ringraziato per aver deciso di mostrarmi così, con insicurezze, ansie, senza la pretesa che sia sempre tutto perfetto perché non è così. E devo dire che ha aiutato loro ma ha aiutato anche me, mi ha migliorato la vita.

Sui social sei seguitissima e la maggior parte dei tuoi follower sono molto giovani, che responsabilità senti nei loro confronti quando parli di insicurezze?

Non arrivo da programmi televisivi, arrivo dal nulla ed è proprio questo che volevo trasmettere anche con il libro: tutti ce la possiamo fare. Tante cose che ho realizzato nella mia vita non le immaginavo nemmeno nei sogni, sono capitate. È per questo che ho deciso di scrivere, di raccontare come la vita a volte ti sorprenda, a volte in bene a volte in male.

Alice, una mamma imperfetta che al principio non avrebbe potuto avere figli

Tra le righe del tuo libro ho letto di un tuo difficile momento, quello in cui il ginecologo dopo una visita ti aveva detto che non avresti potuto avere figli. Oggi sei mamma di due bambini bellissimi ma cosa sentivi quando il tuo sogno sembrava impossibile?

Non è stato semplice. Non ho mai abbandonato il sogno di diventare mamma, e anche quel giorno mi ero convinta che si trattasse di un errore. Posso dire di aver fatto bene a pensarla così anche se all’inizio è stato un pugno. C’era però qualcosa di strano, dentro di me sentivo che non poteva essere così e dopo un po’ di tempo, il sogno.

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Alice Basso in una foto scattata 23 giorni dopo il parto. Fonte: Instagram

Influencer dunque “per caso” ma super mamma per scelta di due bellissimi bimbi. Come coniughi nella vita di tutti i giorni questi due aspetti?

Da circa un anno ho iniziato a coinvolgere nel mio mondo anche i miei due figli. Pur non essendo mai stata contro, mostrarli era una cosa mi ha sempre preoccupato e l’ho raccontato. Quando ho cominciato a farli vedere molti mi hanno scritto “ti sei ricreduta” ma non è così, ho sempre detto “quando me lo sentirò, lo farò” e ora me la sono sentita. La mia vita è cambiata come quella del mondo e prima, da mamma spesso sola con il marito fuori per lavoro, mi sentivo più vulnerabile, molto più insicura e apprensiva, soprattutto con Brando. Con Morgan sono stata da sola poco, poi è arrivata la pandemia, mio marito ha smesso di spostarsi e stare insieme mi ha dato sicurezza, le mie ansie e le mie preoccupazione nel mostrarli sono sparite.

alice basso con i figli brando e morgan
Alice Basso con i figli Brando e Morgan. Fonte: Instagram

Qual era la paura più grande?

Temevo potessero riconoscere Brando anche quando non era con me, avevo paura che potessero rapirlo, mi faccio film bruttissimi ma purtroppo è ciò che accade intorno a me che me lo fa pensare.

Ora li mostri senza problemi. Questa paura ce l’hai ancora?

Sì ma la vita è cambiata e ho avuto molto fiducia nei miei followers.

Il lockdown e la pandemia, non solo lati negativi: “Mi ha fatto un regalo

Mi capita spesso di domandare come la pandemia e il lockdown abbiamo condizionato, negativamente, la propria vita o il proprio lavoro. A te però vorrei porre la domanda al contrario: qual è stato il valore aggiunto in questo momento così delicato?

Non mi era mai successo di trascorrere un Capodanno a casa, non perché prima facessi qualcosa di esclusivo, ma è stato “strano” vivere la normalità in questo modo, in maniera così rara come mai avevamo fatto prima, a mezzanotte a letto tutti insieme: lo sognavo. Accadono cose orribili ma è giusto andare alla ricerca del bello e questa situazione mi ha comunque fatto un regalo.

alice basso famiglia
Alice Basso insieme al marito Mauro e ai figli. Fonte: Instagram

Da mamma, come hai spiegato ai tuoi figli la pandemia?

Brando inizialmente l’ha presa bene, gli sembrava di essere sempre in vacanza e anche lui ha vissuto questa esperienza rara dello stare sempre tutti insieme a casa.

Il lato oscuro dei social e gli hater: quando l’odio scorre tra i commenti

In passato con molti influencer e personalità che lavorano sui social ho affrontato un tema in particolare: gli hater. Un lato oscuro con il quale ci si deve confrontare quotidianamente: tu che rapporto hai con i leoni da tastiera?

Vado molto a caso perché per me sono “casi umani” da studiare. Quando noto un profilo finto che commenta per sport intervengo e blocco perché carpisco che è fatto volutamente; se lo fa una persona reale con un profilo vero mi fa effetto, vedo che perdono un sacco di tempo a criticare ma non sono critiche costruttive: offendono, insinuano. Credo che una persona felice e in pace con se stessa non abbia bisogno di fare queste cose, io al loro posto me ne vergognerei tantissimo. Poi ci sono quelli che vorrebbero vederti morta e in passato ho letto cose assurde scritte da persone che non credo stiano bene e scaricano questa cattiveria sugli altri.

Che consiglio ti senti di dare ai tuoi giovanissimi followers che sognano una carriera come la tua ma che ancora non conoscono tutte le insidie di questo mondo?

Mi sento di dare a loro un consiglio che io ancora non ho imparato bene che è quello di lasciar perdere, l’indifferenza è la scelta migliore. Non calcolate queste persone, non rispondete per evitare di fomentare, ignorate.

Immagino che anche in vista della pubblicazione del tuo libro gli haters non abbiano perso tempo. É così?

Quelli che mi hanno fatto più sorridere sono quelli che mi hanno additato come “quella che adesso si mette a scrivere libri”, come se io volessi diventare una scrittrice. Non è così: ho deciso di raccontarmi in un libro così come mi racconto sui social.

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Alice Basso e il suo libro Una mamma imperfetta. Fonte: Instagram

Dopo tanta casualità, ora il tuo sogno qual è?

In questo momento mi sento davvero felice quindi sogno e spero di continuare a poter essere me stessa. Anche nel libro, che non è per le mamme ma anche per le mamme, c’è tutta la mia esperienza da “imperfetta”, ci sono tanti errori che sui social non avevo mai raccontato e mi auguro che possano essere d’aiuto.

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