Carlo Verdone a Domenica In

Icona del cinema italiano, Carlo Verdone è oggi ospite di Mara Venier a Domenica In per ripercorrere la sua vita dentro e fuori dal set. Non solo i successi cinematografici, ma anche i profondi affetti che costellano e hanno costellato la sua vita, dal papà ai figli. E, proprio riguardo alla figlia Giulia, l’attore racconta un dolcissimo aneddoto.

Vita e pensieri di Carlo Verdone in un libro

La carezza della memoria è il titolo dell’ultimo libro scritto da Carlo Verdone, che in quelle pagine racconta tutto se stesso e la sua vita. Un racconto intimo, la descrizione perfetta di ogni singola sfaccettatura del suo carattere.

Scritto in piena fase pandemica, l’attore ha voluto ripercorrere le tappe più significative del suo percorso di vita e del suo successo sul set. “Un mosaico di idee tramite fotografie, luoghi, lettere: ogni cosa mi riportava ad un racconto. Ho fatto una selezione e ho scritto questo libro“, spiega.

La scelta di questo titolo non è scontata ma rimanda ai ricordi più importanti della vita dell’attore che, come una carezza, sono riaffiorati nel corso di questa scrittura: “Io l’ho intitolato così perché, quando ho terminato il libro, ho pensato che questo libro fosse una carezza.

Ero molto emozionato e avevo gli occhi lucidi perché sono tornate fuori tante persone e vicende che stavano andando pian piano nell’oblio, eppure erano cose importanti“.

L’amore per i figli

L’intervista si focalizza subito sulle figure più importanti nella vita dell’attore: i figli Giulia e Paolo. Dopo anni di intensa attività sul set, dove il tempo da passare assieme a loro latitava, Verdone ha deciso di dedicarsi a loro prendendosi una pausa dalle fatiche cinematografiche: “Mi sono preso due anni sabbatici e ho viaggiato con Giulia e Paolo e me li sono goduti: è stato molto bello. Là finalmente loro hanno capito che avevano un papà che si stava finalmente dedicando a loro“.

Una delle fan più accanite dell’attore è indubbiamente la figlia Giulia, che già da piccola nutriva il desiderio di viaggiare e seguire il padre in giro per l’Italia. L’attore rammenta una trasferta a Verona per girare una pellicola, trasferta alla quale ha voluto prendere parte anche la piccolina di casa: “Giulia aveva 9 anni e mezzo e mi disse: ‘Ti voglio accompagnare io, voglio fare la tua segretaria per un giorno’. Siamo partiti dalla stazione e cercava di allontanare tutti quelli con l’autografo, ma era sfiancante per lei.

Passò una giornata faticosa, tra interviste, platea in sala e gente“. E aggiunge: “Mi è venuta un’emozione nel vedere questa bambina stremata da queste 24 ore a Verona, ma felice di aver realizzato i suoi sogni: Giulia ha visto il mondo“.

Il ricordo di papà Mario

Altro punto di riferimento nella vita di Carlo Verdone è stato indubbiamente il padre Mario, critico cinematografico, saggista e accademico. Da lui ricevette preziosi insegnamenti e fu lui a trasmettergli la passione per il cinema e il mondo della recitazione in generale. La scomparsa del padre nel 2009 fu un brutto colpo da assorbire per l’attore.

Le sue parole: “Fino a 5/6 anni fa, finivo un articolo per un quotidiano, alzavo il telefono e facevo ancora il numero di papà, poi mi dicevo: ‘Ma cosa sto facendo? Papà non c’è più‘.

Un gesto compiuto in automatico, ma che dice tanto del rapporto che lo legava al padre. Da lui ha ricevuto, in particolare, un prezioso insegnamento: “Era importante, l’insegnamento migliore è la correzione: quello è il momento più bello dell’insegnamento. E lui ogni tanto mi correggeva o un aggettivo, o un periodo, o un punto: lui voleva la scrittura quasi perfetta“.

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