La morte di Luigi Tenco a Domenica Live

A Domenica Live Barbara d’Urso è tornata sul mistero della morte di Luigi Tenco in quel Festival di Sanremo del 1967 quando, dopo l’eliminazione della canzone cantata in coppia con Dalidà, Tenco si tolse la vita nella camera 219 dell’Hotel Savoy. Fino ad ora questa è stata la versione che per anni è rimbalzata in libri, studi televisivi, articoli di giornali… uno dei tanti gialli della storia della musica. Recentemente però, qualcosa è cambiato e forse un’altra verità sulla tragica morte di Luigi Tenco sembra pronta ad emergere. E se il cantautore non si fosse suicidato? Questa domanda è emersa grazie anche ad alcune dichiarazioni fatte da Lino Patruno, ospite insieme a Iva Zanicchi di Barbara d’Urso; dichiarazioni che però l’artista ha ritrattato.

Iva Zanicchi ricorda la sera in cui morì Tenco

Ricordando l’ultima sera in cui Luigi Tenco si era esibito sul palco dell’Ariston, Iva Zanicchi e l’allora futuro marito commentarono lo stato d’animo di Tenco, palesemente alterato. “Cantò male. (…) Siamo andati dietro le quinte a salutare i Giganti, io e Luigi ci scontriamo e io gli ho detto Mi dispiace per non essere entrato in finale, lui mi ha guardata con quegli occhi stupendi e se n’è andato”.

Io sono convinta di una cosa, lui non è che si è ucciso perché la sua canzone non è entrata in finale, lui era un ragazzo di talento e le sue canzoni erano dei capolavori.. forse qualcuno l’ha obbligato, lui forse è stato obbligato ad andare a Sanremo” continua Iva in un flusso di coscienza spiegando come funzionava all’epoca, che po è un po’ come funziona ancora oggi, usare il Festival come trampolino di lancio per un pubblico più vasto.

La notte del 27 gennaio 1967 il corpo di Tenco fu trovato da Lucio Dalla e da Dalidà, un foro di proiettile sulla tempia destra, la pistola che lui stesso aveva acquisto per difesa personale un anno prima, la lettera in cui motivava il gesto con l’esclusione della sua canzone dalla finale.

Il commento di Lino Patruno

Lino Patruno ha ripreso le dichiarazioni che hanno rimesso in moto la macchina del mistero, affermando che sono state fraintese, “Intedevo dire che non mi sembra possibile che uno come lui si sia ucciso”, ha detto “Io mi dispiace quelle cose non le ho dette (…) Io ho detto soltanto che non mi sembrava il caso che si potesse uccidere. (…) forse un errore (..)“.

Barbara d’Urso interdetta dal passo indietro di Patruno gli ha chiesto chiarimenti: “Allora non pensi che non sia stato ucciso da qualcuno.

(…) Noi siamo qui a parlarne perché Oggi è un settimanale serio, il Corriere della sera anche (…)“. A quel punto è intervenuta Iva Zanicchi: “Ammettiamo che uno volesse uccidere Tenco, ma davvero aspetta il Festival di Sanremo per farlo?

E poi, continuando: “Sono stati commessi cos’ tanti errori… il corpo di Luigi era stato spostato in un’altra stanza, poi la pistola è stata toccata…” la Zanicchi ha poi aggiunto che forse quello di Tenco voleva essere un gesto eclatante, imitando ad esempio Gino Paoli, finito male: “Chi lo sa che non volesse fare un gesto eclatante ?

Nemici, la sua intenzione di voler denunciare un giro di scommesse che ruotavano intorno a Sanremo. La morte di Luigi Tenco è un giallo irrisolto?

La morte di Luigi Tenco sembra dunque destinata a restare avvolta nel mistero, anche se sono tanti gli elementi che ancora oggi sono discordanti tra loro, alcuni sono stati ricordati dalla stessa Iva Zanicchi; lo spostamento del corpo in un’altra stanza, la pistola toccata da chi è entrato nella camera di Tenco…

Intorno alla figura di Tenco sono tante le cose che non quadrano oltre alla morte: ad esempio l’acquisto di una pistola, per proteggersi, un anno prima, ma da chi? Secondo alcuni Luigi Tenco stava per denunciare un giro di scommesse clandestine che ruotavano intorno a Sanremo, poi ci sono le sue parole riferite a Mike Bongiorno: “Vado a cantare e questa l’ultima volta poi non se ne parla più“.

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