Il Linguafondaio: Manolo Trinci

La questione sulla grafia corretta di buongiorno, buonanotte e di tutti i loro simili apparentemente può sembrare un problema da poco, banale, ma in realtà è uno dei dubbi che mi viene spesso rivolto sui social: la formula di saluto vuole la grafia attaccata o staccata?

Buongiorno o buon giorno?

Partiamo subito con qualche tecnicismo, che userò solo in queste poche righe, ma che subito abbandonerò per riprendere un linguaggio più efficace e alla portata di tutti, quello che piace a me. Ve ne parlo non solo perché è bene conoscere il «tecnichese» degli amici linguisti, ma anche per avere delle alternative che potrebbero sempre tornare utili.

La grafia staccata, come in a posto, si dice analitica; mentre quando una parola va scritta tutta attaccata, come dappertutto, viene indicata con il termine univerbata. Dopo questa premessa doverosa, è il momento di sapere come iniziare bene la giornata senza sbagliare il primo e decisivo messaggio o post che mandiamo ai nostri cari e alle nostre care o che intendiamo condividere con il mondo di internet. Il buongiorno prende due strade opposte: quando dobbiamo usarlo come formula di saluto (o interiezione), possiamo scegliere la grafia che più ci piace e scriverlo o staccato o attaccato: Buon giorno, amore mio!

Buongiorno a te, cuore mio! Tra le due, la grafia unita la reputo la migliore e più avanti scoprirete il perché.

Il buongiorno nei modi di dire

Quando invece il buongiorno viene inserito all’interno di frasi fatte, detti e modi di dire, l’unica grafia da usare è quella unita: Il buongiorno ha l’oro in bocca; Il buongiorno si vede dal mattino; Le/Gli ho augurato il buongiorno. L’ultimo esempio potrebbe confondere, perché fa riferimento, seppur indirettamente, alla formula di saluto. Ma dobbiamo tenere conto dell’articolo determinativo maschile singolare «il» che precede la parola e la sostantivizza: rosso è un aggettivo, ma se lo facciamo precedere dall’articolo diventa un sostantivo: Il rosso ti dona sempre!

La stessa cosa vale per altre parti del discorso, ad esempio i verbi: Il fare è il mio stile di vita.

Buongiorno o buon giorno: la soluzione pratica

Qualche rigo più su ho asserito che preferisco la grafia continua rispetto a quella che prevede uno spazio tra le due parole e il motivo è molto semplice e pratico: la grafia unita posso usarla per entrambe le opzioni, mentre la grafia discontinua posso adoperarla solo per la formula di saluto.

Se la cosa ancora non ti è chiara, usa sempre la grafia continua, scrivi sempre buongiorno e il problema è risolto e non sbagli mai.

Lo stesso meccanismo, ovviamente, vale sia per buonasera sia per buonanotte. Useremo la grafia separata e la grafia continua per salutare o congedarci da qualcuno; mentre useremo la grafia unita unicamente quando buonasera e buonanotte hanno valore di sostantivo: Mi piace ricevere la buonanotte da te.