tha supreme: chi c'è dietro l'avatar viola

Nel corso degli ultimi anni sulla scena musicale italiana si è andata affermando via via la trap, un sotto genere del rap particolarmente apprezzato dai più giovani. Tra i tanti nomi emersi nell’ambiente uno in particolare è spiccato fra tutti, tha Supreme.

Giovanissimo trapper romano, la sua carriera è in continua crescita dopo un inizio con il botto.

Chi è tha Supreme: dietro l’avatar della trap c’è Davide Mattei

Davide Mattei, vero nome di tha Supreme, è nato a Roma nel 2001. La sua passione per la musica inizia molto presto, stimolata anche da sua madre, cantante gospel, e sua sorella, Mara Sattei (all’anagrafe Mara Mattei).

Lascia la scuola dell’obbligo per dedicarsi alla vocazione della musica, iniziando a produrre per gioco cover dei suoi pezzi preferiti all’età di 14 anni.

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Un giovanissimo Davide Mattei, alias Tha Supreme. Fonte: Facebook

Viene presto notato da Salmo che lo ingaggia per produrre la base del suo pezzo Perdonami. Forte del positivo riscontro che ottiene dalla critica, nel 2017 pubblica i primi brani auto prodotti, 6itch, 5solo, scuol4 e Loooser. Quest’ultimo pezzo scritto assieme a Sick Luke, altro producer trap già affermato nell’ambiente italiano.

In brevissimo tempo i suoi pezzi raggiungono numeri di ascolti inimmaginabili per un artista appena lanciato.

Oltre 100 milioni di ascolti sulle principali piattaforme ed oltre 40 milioni su Youtube.

Il successo nel mondo della musica grazie ad un avatar viola

Nel 2019 la carriera di tha Supreme esplode: diventa uno dei producer principali dell’album Machete Mixtape 4 di Salmo e della sua Machete Crew. Pubblica il pezzo Blun7 a Swishland, che raggiunge cifre ancora più alte dei precedenti, scalando le classifiche di ascolto italiane.

Guarda il video:

Ancora una volta forte, più di prima, del suo successo, pubblica lo stesso anno l’album di esordio 23 6451.

È questa la definitiva consacrazione di tha Supreme ad artista affermato nazionalmente.

Uno dei tanti motivi del suo successo, oltre al talento, è anche il fatto che fin dall’inizio abbia deciso di “nascondere” la sua identità dietro ad un avatar, creando un alone di mistero sulla sua figura.

La menzione della Treccani

Le sue apparizioni in pubblico sono state pochissime, al punto che per lanciare l’album sono apparse nelle stazioni di Roma e Milano due statue alte 5 metri del suo avatar. Un ragazzino minuto, con una larga felpa viola, due corna in testa e un’aureola.Addirittura, la Treccani gli ha dedicato un articolo sul suo blog online, dove i suoi testi diventano oggetto di interpretazioni delle “nuove” regole lessicali dell’italiano.

Tha Supreme: il giovane che parla ai giovani

Insomma, tha Supreme ha visto crescere la sua carriera nell’arco di pochissimi anni, arrivando a collaborare con artisti affermati da decenni, in grado di fare sold-out ai loro concerti nell’arco di pochi minuti. Ma il successo, senza un pubblico che ti ascolta e apprezza, non può arrivare. Ed è questa la chiave di lettura principale della sua fama: tha Supreme riesce a parlare ai giovani, perché a loro appartiene.

Lo fa utilizzando una lingua “in codice”, tipica di internet e sconosciuta ai più grandi (ovvero, ai genitori che non capiscono i figli). Si chiama leet, ed una sostituzione delle lettere nelle parole con altri simboli o numeri simili nella grafia. Un esempio è il titolo dell’album, che si dovrebbe leggere “le basi”, così come “scuola” diventa scuol4 nel suo singolo.

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