Cronaca

Covid e variante inglese: Crisanti avverte che “rischiamo 30.000 o 40.000 contagi” al giorno

Covid e variante inglese: Andrea Crisanti avverte che "rischiamo 30.000 o 40.000 contagi" al giorno a causa della variante inglese
Andrea Crisanti

Il Covid e le sue varianti spaventano l’Europa. Oggi, come ogni venerdì, si attendono i dati dell’Iss che decideranno il futuro dell’Italia “a colori”, e da qui si avrà una visione più certa anche in merito al prossimo Dpcm. Molti virolgi, comunque, sottolineano da settimane l’importanza di evitare nuove riaperture. Andrea Crisanti ha detto la sua ieri a Piazzapulita.

Covid e varianti: il parere di Andrea Crisanti

Il virologo Andrea Crisanti è intervenuto ieri a Piazzapulita per parlare di Covi e varianti.

La situazione in Europa parla chiaro: “In Gran Bretagna sono passati da 10.000 contagi a 70.000 al giorno in 3 settimane“, per fare un esempio. Ma intanto bisogna concentrarsi sui dati italiani: “Nel giro di una settimana rischiamo 30.000 o 40.000 contagi” come dato giornaliero, spiega, “con la diffusione della variante inglese del covid“, riporta AdnKronos

Covid: le misure da adottare

Cosa sta succedendo quindi nel nostro Paese ora: “I dati ci raccontano l’attività della variante inglese, che ha una diffusibilità non paragonabile a quella del ceppo originario.

Ancora sento parlare di aperture, sono proposte assolutamente non realistiche“, spiega. Le riaperture che in molti attendono sono quelle di teatri, cinema, palestre e piscine, ferme ormai da 1 anno. “Quando abbiamo misure restrittive, come zona rossa o zona arancione, i contagi calano e riparte il dibattito su come riaprire“, sottolinea per seguire i ragionamenti espressi nel corso dell’ultimo anno segnato dalle chiusure e dalle restrizioni.

Ci troviamo all’incremento dello stesso virus che ha creato un disastro in Gran Bretagna. Non è che tutto valga in ogni Paese, ma ci troviamo di fronte ad una variante del covid che ha un’enorme capacità di diffusione“, spiega ancora.

L’Inghilterra da 8 settimane è in una sorta di zona rossa rafforzata: quasi tutti i negozi chiusi, bar e pub chiusi e solo attività di asporto“, sottolinea ancora.

Covid: e i ristoranti?

Crisanti si addentra anche in una polemica che ormai va avanti da settimane: come sia quindi possibile andare a ristorante a pranzo ma non a cena. “Non sono pericolosi i ristoranti“, dice, “è pericoloso quello che facciamo al ristorante: ci togliamo la mascherina e parliamo. Una soluzione potrebbe essere stabilire regole per l’accesso e non chiudere i ristoranti“, spiega ancora.

Intanto però gli occhi di tutti restano puntati sui dati settimanali dell’Iss.

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