il senatore matteo renzi

Matteo Renzi ha replicato alle richieste di chiarimento in merito ai suoi rapporti con l’Arabia Saudita. Dopo la pubblicazione di un report della CIA, che ha inchiodato il principe saudita Mohammed bin Salman per l’omicidio del giornalista dissidente Jamal Khashoggi, da più parti si è levata la richiesta al senatore di spiegare il suo recente viaggio nel Paese del Golfo.

Renzi e i rapporti con l’Arabia Saudita

Renzi ha partecipato a un incontro con bin Salman lo scorso gennaio, organizzato dal Future Investment Initiative, istituto finanziato dal fondo d’investimenti della Corona saudita. Il senatore era membro del consiglio del FII, posizione per cui, secondo le inchieste, riceveva 80mila euro l’anno.

A Renzi è stato chiesto di chiarire le sue relazioni con l’Arabia Saudita, in quanto il senatore è anche membro della Commissione Difesa. Il viaggio è stato svolto da privato cittadino, mentre Renzi è in carica come senatore e durante la crisi di governo.

La vicenda ha avuto molta risonanza nell’opinione pubblica, e se ne torna a discutere nelle ore successive alla pubblicazione del report dell’intelligence americana.

La replica di Matteo Renzi

Nella sua e-news di oggi, Matteo Renzi ha parlato delle crescenti pressioni in merito ai suoi rapporti con il principe bin Salman e l’Arabia Saudita.

Ricevo molti attacchi da PD, Leu e soprattutto 5 Stelle che, strumentalizzando una tragedia come quella dell’uccisione del giornalista saudita Khashoggi, mi invitano a chiarire rispetto alla mia partecipazione all’evento ‘Neo-Renaissance’ di Riyad, la quarta edizione di quella che viene chiamata la ‘Davos del Deserto’, alla quale partecipano regolarmente moltissimi leader della finanza e della politica provenienti da tutto il mondo“, scrive il senatore.

Renzi spiega che da parte sua non c’è stato silenzio sulla questione, avendola affrontata con diverse testate nazionali e straniere.

Gli amici della grande alleanza progressista Leu/5 Stelle/PD stanno da ore attaccandomi per il mio presunto silenzio“, continua Renzi.

Le attività di Renzi all’estero

Rispondendo a delle domande che si rivolge per chiarire la sua posizione, Renzi afferma di svolgere “attività previste dalla legge ricevendo un compenso sul quale pago le tasse in Italia. La mia dichiarazione dei redditi è pubblica. Tutto è perfettamente legale e legittimo“.

Inoltre, i partiti di cui è stato ed è segretario, il Partito Democratico e Italia viva non “hanno mai ricevuto denari da governi stranieri o strutture ad essi collegati.

Mi auguro che possano dirlo tutti gli altri partiti, a cominciare da chi in passato ha stretto rapporti strategici con il Venezuela“.

Le relazioni con l’Arabia Saudita e bin Salman

Renzi interviene anche sull’intrattenere relazioni con un Paese come l’Arabia Saudita, sotto la lente per le estese violazioni dei diritti umani. Il senatore difende la necessità di dialogare con lo Stato del Golfo, definendolo un “baluardo contro l’estremismo islamico ed è uno dei principali alleati dell’Occidente da decenni“.

Rispettare i diritti umani è una esigenza che va sostenuta in Arabia Saudita come in Cina, come in Russia, come in tutto il Medio Oriente, come in Turchia“, continua. Renzi difende il suo appoggio a Vision 2030, il programma di modernizzazione lanciato dal principe bin Salman per l’Arabia Saudita, “la più importante occasione per sviluppare innovazione e per allargare i diritti“.

L’omicidio Khashoggi e la posizione di Renzi

Sulle novità emerse in merito al delitto di Khashoggi, il senatore dichiara che “Ho condannato già 3 anni fa quel tragico evento e l’ho fatto anche nelle interviste, su tutti i giornali del mondo“.

L’attacco contro i detrattori

Renzi rilancia sulle accuse a lui rivolte dai rivali politici. “I 5 Stelle, il PD e persino LEU sono dilaniati da polemiche interne“, scrive, “Litigano su tutto, a cominciare dai posti al governo. Sono davvero felice di essere uno dei rari motivi di unità: si ricompattano solo per sparare a zero su di me“.

Io non ho difficoltà a raccontare dove vado e cosa faccio“, continua, spiegando che i suoi interventi sono pubblici, in iniziative per cui paga le tasse.

Mi spiace solo che si utilizzi la vicenda saudita per coprire le difficoltà interne italiane e per giustificare un’alleanza dove – come spesso è accaduto a una certa sinistra – si sta insieme contro l’avversario e non per un’idea“, conclude.

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