il colloquio tra matteo renzi e bin salman in arabia saudita

Matteo Renzi finisce al centro di un ciclone, dopo il report desecretato dell’intelligence statunitense in cui si individua il principe ereditario dell’Arabia Saudita Mohammed bin Salman come mandante dell’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi. Il segretario di Italia Viva e senatore, a gennaio, ha partecipato a un panel in cui ha dialogato con bin Salman sul futuro del Paese saudita.

Tornato in patria, Matteo Renzi ha promesso che avrebbe chiarito sui rapporti con l’uomo più potente del sanguinario regime dell’Arabia Saudita, una volta risolta la crisi di governo. Il report che collega direttamente Mohammed bin Salman con il brutale assassinio del giornalista dissidente aumenta la pressione sul senatore di Rignano, a cui ora molti chiedono spiegazioni.

Renzi e i rapporti con l’Arabia Saudita di bin Salman

Era circa un mese fa quando Matteo Renzi è volato in Arabia Saudita per partecipare alla “Davos del Deserto, evento promosso dalla fondazione della Corona saudita. Il senatore ha incontrato il principe bin Salman, con cui si è discusso del “Rinascimento saudita“, nell’ambito della strategia di promozione dell’Arabia Saudita lanciato da bin Salman con il progetto Vision 2030.

Controverso l’incontro, che in Italia è stato duramente criticato.

Al centro delle accuse a Renzi, la politica assolutista e sprezzante dei diritti umani del regime saudita, di cui bin Salman è al comando dal 2017, e il possibile conflitto d’interesse.

La richiesta di chiarimenti a Renzi sull’Arabia Saudita

Dopo che il rapporto della CIA sull’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi è stato reso pubblico, individuando Mohammed bin Salman come mandante, nuove richieste di chiarimenti si sono abbattute su Matteo Renzi.

Fratoianni: “Bin Salman personaggio oscuro

Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana, in un video denuncia la mancanza di trasparenza sull’incontro.

Il principe saudita a cui Renzi si è rivolto parlando di nuovo Rinascimento, dimostrando invidia parlando del costo del lavoro, è un personaggio assai oscuro“, dichiara Fratoianni, “Bin Salman è il ministro della Difesa di quel Paese e Renzi è un senatore della Commissione Difesa del nostro Paese“.

Aveva promesso di rispondere sui rapporti con quel regime. Bene, credo sia arrivato il momento di rispondere“, continua il deputato, chiedendo a Renzi di chiarire i suoi rapporti con il principe saudita.

I giornalisti: Renzi spieghi su bin Salman

Appelli arrivano anche dalla società civile, specialmente dai giornalisti, categoria a cui apparteneva Jamal Khashoggi.

Francesca Mannocchi, giornalista che ha seguito da vicino la guerra in Yemen, che coinvolge come attore principale l’Arabia Saudita, ha twittato: “29 Gennaio 2021 Arabia Saudita, Renzi: ‘Mio viaggio a Riad usato come diversivo. Pronto a parlarne, ma dopo la crisi di governo’. Siamo in attesa da allora, oggi ancora di più“.

Tweet di Francesca Mannocchi
Tweet di Francesca Mannocchi

Emiliano Fittipaldi, giornalista d’inchiesta che ha investigato i retroscena del viaggio di Renzi in Arabia Saudita, va ancora più a fondo.

Secondo la Cia, il giornalista Kashoggi è stato rapito e ucciso su ordine del principe ereditario dell’Arabia Saudita Mohammed bin Salman“, scrive su Twitter, “Delle due l’una: o Renzi si dimette da senatore, o si dimette dal board della fondazione saudita che lo paga fino a 80mila dollari l’anno“.

Il rapporto della CIA sulla morte di Khashoggi

Il rapporto dell’intelligence USA sulla morte di Jamal Khashoggi è un colpo per la reputazione dell’Arabia Saudita che Mohammed bin Salman sta cercando di ricostruire.

Secondo il New York Times, il giornalista ucciso nell’ambasciata saudita in Turchia nel 2018 sarebbe stato assassinato dal Rapid Intervention Force.

Il gruppo d’élite è la guardia personale del principe bin Salman e il report dichiara che non avrebbero mai agito senza il beneplacito dell’erede al trono dell’Arabia Saudita. A bin Salman, inoltre, è riconosciuto un ruolo chiave in diverse iniziative per silenziare il dissenso contro il regime.

L’élite paramilitare di bin Salman

Apparterrebbero al gruppo i 7 sauditi accusati dell’omicidio Khashoggi, responsabili anche per altre operazioni contro i dissidenti del regime dentro e fuori l’Arabia Saudita. Ad esempio sarebbero loro, che farebbero capo direttamente a bin Salman, i responsabili degli abusi sulle attiviste per i diritti delle donne imprigionate, come Loujain al-Hathloul.

La reazione dell’Arabia Saudita

La Corona saudita ha sempre negato il coinvolgimento nella morte di Khashoggi. Il report è stato bollato come “falso e inaccettabile” e bin Salman ha smentito di essere stato in alcun modo al corrente.

Il regime dell’Arabia Saudita ha condannando 5 uomini per il delitto a 20 anni di prigione, e altri 3 a sentenze minori. Non sono mai stati resi noti i nomi degli esecutori.

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