Milano: assembramenti sulla Darsena

Fanno discutere le immagini che sono circolate nella giornata di sabato da Milano, per la precisione dalla zona della Darsena. Centinaia di giovani si sono riuniti lungo le rive dei navigli per mangiare, bere e stare insieme. Ad un certo momento del tardo pomeriggio è stata anche messa musica a tutto volume, in barba a tutte le regole di prevenzione ai contagi da Covid-19.

Nell’arco della serata, nel gruppone di persone assembrate, è scoppiata persino una rissa presto sedata. Il maxi-assembramento è scattato nonostante il video-messaggio del sindaco di Milano Sala, che aveva invitato i cittadini alla prudenza in questo ultimo week end da zona gialla.

Maxi-assembramento sulla Darsena

È stato ribattezzato come rave party clandestino quanto accaduto nel pomeriggio e nella serata di sabato 27 febbraio. Complici le belle giornate e gli ultimi giorni in zona gialla, centinaia di giovani e giovanissimi si sono pericolosamente assembrati sulla Darsena, tra musica a tutto volume, drink e cibo.

Molti dei presenti sono stati immortalati senza mascherina sul viso, ballando, scherzando, bevendo… una scena che sembrebbe la normalità se non fosse in corso (da un anno) una pandemia, e con il picco della terza ondata alle porte, e la Lombardia, come altre Regioni è a ridosso del passaggio in zona arancione.

Ad un certo punto la musica è stata abbassata e qualcuno nel gruppo ha detto: “Volevamo leggere una cosa al co volo e poi rimettiamo la musica e stiamo qua tutta la sera. La notte ci appartiene dopo il coprifuoco. State chiusi in casa, uscite per andare a lavoro“.

Darsena: scoppia la rissa

Intorno alle 22 qualcosa cambia, il clima si fa teso e alcuni ragazzi iniziano a litigare mentre si trovano sui gradini, finendo per il coinvolgere anche persone estranee scatenando una maxi-rissa. Per sedarla è stato necessario l’intervento dei carabinieri; secondo quanto ricostruito dai militari sarebbero 20 i ragazzi coinvolti.

La situazione è tornata tranquilla intorno alle 23.30 quando l’area è stata liberata.

L’appello del sindaco Sala

Poche ore prima il sindaco di Milano Beppe Sala si è appellato ai cittadini, invitandoli al buon senso. “Era prevedibile questa terza ondata” ha detto il sindaco, richiamando gli episodi visti. “A volte il rispetto per le regole manca davvero” ha detto ricordando di aver visto personalmente gruppetti di persone ammassate e senza protezione. “Ho chiesto un intervento più deciso per questo week-end” annunciando misure più strette in previsione per il week end.


Vi chiedo di mantenere un comportamento corretto, fatelo per la vostra salute, per chi negli ospedali sta lavorando a ritmi che speravamo id non vedere più, fatelo per i volontari (…) per i ristoratori (…), per il mondo della cultura che non possono lavorare. Vi prego comportatevi in modo adeguato al difficile momento”.

Sala commenta gli assembramenti sui Navigli

Le immagini della Darsena hanno scatenato una lunga scia di polemiche, tante le domande fatte come ad esempi dove fossero i controlli o perché la zona non fosse stata chiusa.

A questo ha risposto prontamente il sindaco Sala con un lungo post pubblicato sul suo profilo Facebook: “Le forze dell’ordine, tra quelle coordinate dalla Questura e quelle del Comune, erano pari a circa 200 unità (il numero l’ho ricevuto dal Prefetto). E, che piaccia o no, di più non si poteva metterne, perché la città è grande e va gestita nella sua interezza”.

Il commento del sindaco Sala sul maxi-assembramento

Continua il sindaco: “Questa è la realtà. Sarebbe stato meglio chiudere nel pomeriggio la Darsena? Ma secondo voi, chi stava in giro sarebbe stato a casa o sarebbe andato da qualche altra parte?

Avete idea di quanti luoghi cittadini raccolgono la sera persone che si aggregano? E poi, ci lamentavamo quando il Governo precedente decideva dalla sera alla mattina il cambio di “colore”, ora che la decisione viene comunicata tre giorni prima vedete tutti cosa succede”.

Il sindaco si è schierato dalla parte delle forze dell’ordine e degli operatori sanitari: “Io però sto dalla loro parte, dalla parte di uomini e donne che sono lì a lavorare e non dalla parte di chi non tiene un comportamento adeguato alla grave crisi sanitaria che stiamo attraversando. Ma se viene meglio scrivere a lettere cubitali “DOVE ERANO POLIZIOTTI E VIGILI?” cosa volete che vi dica? Solo che continuerò a lavorare, a metterci la faccia. Con pazienza, dedizione e misura, come il mio ruolo richiede”.

Guarda il video del maxi-assembramento sulla Darsena:

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