vaccino passaporto vaccinale come funziona

Si chiamerà Digital Green Pass e fornirà tutte le informazioni sul “rapporto” tra un cittadino europeo ed il Sars-Cov-2: dirà se lo ha contratto, e quando, se è stato vaccinato, e con quante dosi. È il nuovo passaporto vaccinale lo strumento di cui si sta parlando in queste ore e che potrebbe rappresentare la svolta, in vista dell’estate, per garantire una ripartenza alle attività turistiche e commerciali all’interno dei confini europei, in vista dell’estate.

Mentre i vertici Ue cominciano a descrivere come si presenterà lo strumento, gli Stati membri si dividono tra entusiasmo e scetticismo: tra chi vede nel passaporto vaccinale lo strumento fondamentale per un nuovo inizio e chi invece solleva dubbi per la tutela della privacy ed una possibile futura discriminazione per chi non si è potuto ancora vaccinare.

Passaporto vaccinale: come funzionerà

Ursula Von Der Leyen ha usato twitter per dare le prime linee guida sullo strumento che, entro poche settimane, potrebbe essere proposto: “Presenteremo questo mese una proposta legislativa per un Digital Green Pass. Lo scopo è quello di fornire una prova che la persona sia stata vaccinata, un esito del tampone negativo per chi non ha potuto ancora vaccinaris o i dati sulla guarigione dal coronavirus”.

Vaccinati o no, dunque, tutti dovranno fornire una documentazione che garantisca che, in quel momento, non stanno viaggiando in situazioni di rischio.

L’accesso ai dati personali dovrebbe funzionare tramite Qr Code (la presenza o meno di vaccinazioni non sarà dunque “nero su bianco”). Non è chiaro però quali decisioni uno Stato potrebbe prendere nel momento in cui un individuo non vaccinato chiedesse l’ingresso nel Paese: quali sarebbero a quel punto le limitazioni previste?

Ad ogni modo, sembra che l’atteggiamento dei vertici europei sia quello di promuovere un ritorno a dinamiche turistiche e di viaggio che diano sollievo a cittadini e attività, come spiega Von Der Leyen sempre su Twitter: “Il Digital Green Pass dovrebbe semplificare le vite degli europei.

Lo dopo è permettere gradualmente di muovere in sicurezza nell’Unione Europea o al di fuori di essa – per lavoro o per turismo“.

Passaporto vaccinale: le linee dell’Oms al riguardo

Occorre comunque considerare che, in ogni caso, l’Oms aveva sconsigliato nelle sue linee guida l’eventualità di legare una maggiore libertà nei viaggi all’aver effettuato o meno il vaccino: “Al momento, non introdurre requisiti di prova della vaccinazione o immunità per i viaggi internazionali come condizione di ingresso, in quanto vi sono ancora delle incognite e delle criticità riguardo all’efficacia della vaccinazione nel ridurre la trasmissione del virus e la disponibilità limitata di vaccini.

La prova della vaccinazione non dovrebbe esentare i viaggiatori internazionali dal rispettare altre misure di riduzione del rischio di viaggio”.

In Italia, al contempo, il ministro Speranza si dichiara favorevole alla linea europea, pur non sbilanciandosi: “La linea è quella dettata dall’Ue ma ancora è presto”, ha spiegato in conferenza stampa.

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