lucio dalla 4 marzo 1943 canzone sanremo

Oggi il grande Lucio Dalla avrebbe compiuto 78 anni, e il Festival di Sanremo non si è certo dimenticato di uno degli autori più geniali che hanno camminato sul palco dell’Ariston.

Per questo, nel giorno del suo compleanno, all’Ariston si ricorderà Lucio Dalla ed una delle canzoni più belle e conosciute del suo repertorio, ovvero 4 marzo 1943. Proprio questa canzone fu portata da Dalla a Sanremo nel 1971: non vinse, ma passò alla storia.

La storia di 4 marzo 1943 è molto complessa, ed è ormai parte della più generica storia della vita del Festival di Sanremo. Scritta nel 1970 da Dalla e da Paola Pallottino, era stata cantata per la prima volta al teatro Duse di Bologna: aveva avuto molto successo e così Dalla decise di portarla a Sanremo.

Il clima allegro e danzerino della kermesse mal si conciliava con il testo della canzone di Dalla, che tutto era meno che una storia a lieto fine, o il canto di un amore poetico: Dalla cantava la storia di una ragazza madre di 16 anni, rimasta incinta dopo la fugace storia di un soldato poi morto sul finire della guerra, rimasta poi sola con un bambino.

La canzone cambiata per adeguarsi a Sanremo

La canzone doveva inizialmente intitolarsi Gesù Bambino, e contiene alcune parole che avevano fatto storcere il naso agli autori sanremesi.

Parliamo di parti di testo come come: “E anche adesso che bestemmio e bevo vino, per ladri e pu**ane sono Gesù Bambino”. Il verso, come ben si sa, fu cambiato in “E ancora adesso che gioco a carte e bevo vino, per la gente del porto mi chiamo Gesù Bambino”. Anche il titolo fu cambiato: non fu “Gesù Bambino”, come era volere del suo autore, ma “4 marzo 1943”.

Come già detto, Dalla non vinse, ma in tanti definirono la sua una vittoria morale.