Cronaca

Vaccino a dose unica: ok per i guariti dal Covid-19 da almeno 3 mesi, come accedere alla vaccinazione

Coloro che hanno avuto il Covid e sono guariti, potranno accedere alla modalità del vaccino in dose unica: tutti i criteri per accedere alla procedura
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Le persone guarite da una forma sintomatica o asintomatica di Covid-19 potranno essere vaccinate con una sola dose. A stabilirlo, per quanto riguarda l’Italia è una circolare diffusa circa 20 ore fa dal Ministero della Salute, nel contesto della Conferenza delle regioni e delle province autonome.

La circolare riporta anche i criteri secondo i quali la vaccinazione “a dose unica” può essere considerata un’alternativa valida.

Vaccino a dose unica: chi ne è escluso

Secondo quanto disposto in materia vaccinale nella giornata di ieri, potranno accedere alla formula del vaccino a unica dose coloro che hanno avuto il Covid, in forma sintomatica o asintomatica, e siano guariti almeno 3 mesi prima della vaccinazione.

A delle condizioni: la circolare specifica infatti che “ciò non è da intendersi applicabile ai soggetti che presentino condizioni di immunodeficienza, primitiva o secondaria a trattamenti farmacologici”. Va da sé inoltre che chi non è mai stato contagiato da Sars-Cov-2 non potrà accedere alla modalità della dose unica.

L’avvenuto e pregresso contagio dovrà inoltre essere documentato: in caso ciò non possa essere fattibile, “In assenza di questa evidenza di positività al tampone, si raccomanda che l’informazione anamnestica relativa a una pregressa infezione venga raccolta nel modo più completo e dettagliato possibile”.

Vaccino, le cose potrebbero cambiare

Evitabile anche l’utilizzo di test sierologici per rilevare gli anticorpi in una persona, in quanto le linee guida dell’Oms non considerano questa pratica efficace ai fini del processo decisionale vaccinale.

Viene comunque specificato che le decisioni prese e stabilite potrebbero essere soggette a cambiamenti: “Tali raccomandazioni potrebbero essere oggetto di rivisitazione qualora dovessero emergere e diffondersi varianti di SARS-CoV-2 connotate da un particolare rischio di reinfezione“.

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