amadeus lascia sanremo

Al Festival di Sanremo 2022 non ci sarà Amadeus. Lo ha annunciato, a poche ore dalla finale di questa edizione, lo stesso conduttore in conferenza stampa. Già esclusa quindi una sua riconferma da direttore artistico, ma non chiude la porta per una futura partecipazione assieme al fidato amico e partner Fiorello.

Amadeus annuncia: non ci sarà l’Ama Ter

Niente tripletta neanche per Amadeus. Nell’anno in cui anche Giuseppe Conte ha dovuto accantonare i sogni di un governo Conte Ter, a spegnere le speranze di un Ama Ter al Festival di Sanremo ci ha pensato il diretto interessato, Amedeo Sebastiani in arte Amadeus.

Nella conferenza stampa che precede la finale di sabato 6 marzo 2021, il conduttore e direttore artistico di Sanremo ha infatti annunciato: “Non ci sarà l’Ama ter, lo abbiamo già deciso io e Fiorello, ci abbiamo scherzato“. Poi, ha aggiunto: “Se un giorno la Rai vorrà ancora affidarci il festival, magari prima dei 70 anni, sarà una grandissima gioia“.

Perché Amadeus lascia Sanremo

Nello stesso contesto, Amadeus ha spiegato anche le ragioni che lo hanno portato a dire basta. Già l’anno scorso, tra l’altro, era in dubbio per una riconferma, ma l’insistenza Rai per affidargli l’edizione che doveva essere post-Covid (e invece è in piena seconda/terza ondata) lo ha convinto a guidare ancora una volta la kermesse.

Ora, però, dice: “Sanremo per me è un evento, parte da un’idea e poi si realizza, non può essere routine“.

Sul suo futuro, ha già le idee chiare: “Non vedo l’ora di tornare ai miei giochi, ai miei quiz, alla mia normalità“. La summa della sua esperienza sanremese, la fa lo stesso Amadeus: “Trovo Sanremo un motivo di gioia, orgoglio, un grande premio, l’apice di una carriera per un conduttore. Sono grato alla Rai, a Teresa De Santis, l’anno scorso di avermi affidato Sanremo, a Stefano Coletta che mi ha richiamato“.

I due Sanremo di Amadeus

In attesa che cali il sipario sulla seconda e ultima edizione del festival diretto da Amadeus, si può quindi tracciare un bilancio “conclusivo”. Quelli di Amadeus sono stati festival insieme uguali e diversi: il primo del 2020, ultimo scampolo di normalità prima del Covid, è stato segnato da polemiche su alcune frasi sessiste, il caso Morgan e Bugo e l’eccessiva lunghezza delle serate. Il secondo, invece, si sta tenendo senza pubblico e con 26 big di cui la maggior parte molto giovani e poco conosciuti. Il trait d’union è Fiorello: lo showman piace e non piace, ma innegabilmente si è caricato sulle spalle le due edizioni di Sanremo dell’amico Amadeus.

A chi verrà dopo di loro (e sicuramente impazzerà già il toto-nomi) il compito di tirare avanti una carretta che, come la si muove, andrà sempre e comunque incontro a critiche: perché Sanremo è Sanremo, nel bene e nel male.

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