monologo di ibrahimovic a sanremo

Nella serata finale di Sanremo, è di nuovo Zlatan Ibrahimovic show. Il calciatore del Milan, vero mattatore del Festival con un umorismo serio tutto in salsa Ibra, dopo alcune gag che hanno intrattenuto nel corso delle prime quattro serate ha conquistato il palco dell’Ariston con un monologo, che ripercorre alcune tappe salienti della sua vita e di ciò che ha contribuito a formare il suo carattere, decisamente unico.

Ibra a Sanremo: gag e l’incredibile avventura in autostrada

Era atteso, con curiosità e un misto di riluttanza: la presenza di Ibrahimovic come “valletta” al Festival di Sanremo ha fatto infatti storcere il naso a chi si chiedeva che cosa potesse dare, lui, ad un evento del genere.

La risposta è stata semplice: Ibra è stato il momento comico del Festival. Un umorismo fatto di spocchiosità e esagerata arroganza, i marchi di fabbrica di chi si definisce un Dio del Calcio. Tra il serio e il faceto, le sue gag, le sue Regole per il suo Festival di Sanremo hanno aiutato Amadeus a riempire il vuoto della platea, forse più di Fiorello.

La sua presenza poi è stata condita da un evento eccezionale: nel corso della terza serata è arrivato in ritardo a causa di un incidente in autostrada che lo ha bloccato per ore.

Per uscirne, Ibrahimovic ha raccontato che ha chiesto un passaggio ad un automobilista: il suo racconto è diventato virale.

Il monologo di Ibrahimovic a Sanremo

Durante la finale, Ibrahimovic ha tenuto il suo monologo. “Voglio dirvi una cosa da solo, Amadeus perfavore…” dice cacciandolo di fatto dal palco. Poi continua: “Tutti conoscevano Zlatan prima di questo festival. Perchè è venuto qui? È venuto perchè mi piace la sfida, l’adrenalina, mi piace crescere. Se non sfidi te stesso non puoi crescere. Quando ti sfidi, è come scendere in campo, quando scendi in campo puoi vincere o perdere”.

Poi ha continuato: “Io ho giocato 945 partite, ne ho vinte tante ma non tutte. Ho vinto 11 scudetti ma ne ho perso qualcuno. Ho vinto coppe, ma ne ho anche perse alcune. Sono Zlatan anche senza aver vinto tutte le partite, sono Zlatan quando vinco e quando perdo. Ho fatto più di 500 gol, ma ne ho anche sbagliato qualcuno, pochi. Qualche rigore è andato male, ma il fallimento non è il contrario del successo, è una parte del successo“.

Voi tutti siete Zlatan, e io sono tutti voi

L’attaccante del Milan poi continia: “Fare niente è il più grande sbaglio che puoi fare. Ti dico una cosa: se sbaglia Zlatan, puoi sbagliare anche tu.

La cosa importante è fare ogni giorno la differenza. L’impegno, dedizione, costanza, concentrazione, organizzato questo festival per dirvi che ognuno di voi nel suo piccolo può essere Zlatan. Voi tutti siete Zlatan, e io sono tutti voi“.

La chiusura è quasi romantica: “Non è mio festival, non è di Amadeus, è il vostro festival, dell’Italia intera. Grazie Italia, la mia seconda casa“.