il cane cella 126 è stato adottato e si chiama rollo

Rollo non ha mai avuto un nome, non ha mai avuto una casa, un giardino e delle persone che lo amassero. Rollo è sempre stato Cella 126: il suo nome coincideva con il numero del box di un canile dove ha vissuto tutta la sua vita. Adesso Cella 126 ha 16 anni ed ha trovato finalmente una famiglia che lo ha adottato e gli ha dato un nome, Rollo.

Una vita dietro le sbarre per Cella 126

“Il cane della cella 126”, questo era sempre stato Rollo, uno dei tanti cani che chiamano “casa” il box di un canile. Cella 126 (adesso Rollo) è il cane senza nome di Taranto che ha vissuto tutta la vita in un canile. Quella cella, il suo cemento e le sue sbarre sono stati gli unici compagni di Rollo per 16 anni.

Se adesso Rollo (ex Cella 126) ha trovato una casa bisogna ringraziare l’impegno della sezione di Taranto dell’Oipa e dei suoi volontari. I loro appelli sono stati rilanciati anche da La Zampa e hanno permesso che la storia del cane della cella 126 facesse il giro del web. Molti lettori si sono commossi e le richieste di adozione hanno invaso il canile. Erika, la volontaria che si è occupata di Rollo ha selezionato per lui la famiglia perfetta, proprio di Taranto.

Una nuova vita e un nuovo nome, Rollo

Probabilmente, Cella 126 non sperava più che qualcuno scegliesse proprio lui.

I suoi occhioni dolci e tristi non gli avevano procurato una casa neanche quando era ancora giovane. Invece Cella 126 oggi si chiama Rollo e ha trovato una bella famiglia che ha deciso di fargli conoscere l’affetto e il calore di una vera casa. Adesso Rollo è un nonnino ma ha un mondo nuovo da scoprire, il mondo della vita domestica, di un giardino e dell’amore dei suoi nuovi (e primi) padroni.

I primi momenti da cane libero

La Zampa mostra alcune foto e video di Rollo nella nuova casa. L’ex Cella 126 ha finalmente mosso i suoi primi incerti passi su quella distesa verde che gli era sconosciuta, il prato.

Ora Rollo si sta ambientando nella nuova sistemazione con l’aiuto della meravigliosa famiglia che lo ha adottato. Avrà bisogno di tempo per smettere di avere paura ma potrà vivere la sua vecchiaia nel calore del focolare domestico.

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