Cronaca

Giornata internazionale dei diritti della donna, 8 marzo: perché viene celebrata oggi e perché quest’anno è così importante

Nella giornata internazionale dei diritti della donna, la Presidente Bce chiarisce come la figura femminile sia stata messa a repentaglio, e confinata a ruolo marginale, anche dalla pandemia di Covid-19
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L’8 marzo di ogni anno viene celebrata, in tutto il mondo, la Giornata Internazionale dei diritti della donna, finalizzata a ricordare e celebrare le conquiste che le donne sono riuscite ad ottenere nei decenni sul piano lavorativo, sociale, economico e politico. Questa Giornata Internazionale serve però anche a ricordare l’immenso lavoro che ancora è da fare per ottenere una vera, globale ed effettiva parità dei sessi.

Christine Lagarde, Presidente della Bce, ha fatto un lungo discorso -riportato sotto forma di articolo su Il Corriere della Sera– facendo luce su quanto quest’anno celebrare la lotta per i diritti della donna sia più importante che mai, in un clima in cui questi diritti sono stati messi a repentaglio da una pandemia che, a livello sociale, ha colpito enormemente la classe femminile, allontanando le donne dal mondo del lavoro e dell’economia.

8 marzo e Covid-19: il ruolo delle donne nella pandemia

L’8 marzo 2020 l’Italia era nel pieno dell’esplodere di un’emergenza sanitaria che -ancora non lo sapevamo- avrebbe cambiato le vite di tutti, in modo più o meno drammatico.

A un anno di distanza, possiamo dire che ad essere confinate nelle retroguardie della società per via della pandemia sono state proprio le donne: spesso scelte, all’interno dei nuclei familiari, come elemento sacrificabile a livello professionale in nome della cura dei membri malati -nel caso della pandemia, coloro che erano risultati positivi al Covid-19– o semplicemente più bisognosi di aiuto e assistenza, come i figli costretti alla DAD.

Così, mentre madri lavoratrici si trovavano a dover dividere il computer di casa con i figli e ad assicurarsi che i parenti contagiati venissero curati e assistiti nella maniera più sicura possibile, le loro carriere ed il loro ruolo in ambito economico subivano spesso un brusco rallentamento, se non un arresto totale.

A un anno di distanza da quel’8 marzo -inevitabilmente- passato in sordina, Christine Lagarde fa un bilancio cupo di cosa è diventata la donna, nella società europea, nel corso degli ultimi 12 mesi: “Un numero sproporzionato di donne lavora nei settori più colpiti dalla pandemia”, ha spiegato inoltre Lagarde: “Svolgono, con maggiori probabilità, attività informali non tutelate dai programmi di sostegno pubblico.

Molte hanno dovuto prendersi cura da sole dei familiari più giovani e anziani, mentre cercavano di tenere testa agli impegni lavorativi”.

Se le carriere di moltissimi nel corso del 2020 hanno vacillato, per quanto riguarda quelle delle donne, in molti casi si è deliberatamente deciso che fossero sacrificabili.

Le parole di Christine Lagarde, se da una parte confermano che la crisi della figura femminile c’è, è nata e continua a evolversi nel quadro della pandemia, dall’altra spiega come dovrebbe essere possibile trasformare una situazione di crisi in un’opportunità di cambiamento: “La pandemia non ha soltanto alzato il velo sulle gravi carenze della nostra società, ci ha anche costretto ad agire in modo diverso. Ed è proprio qui che vedo la possibilità di un cambiamento per il meglio. Per questo oggi, Giornata internazionale della donna, invito tutti, donne e uomini, a rompere insieme gli schemi e abbracciarne di nuovi, più consoni alle necessità del presente”.

8 marzo, Mario Draghi parla in pubblico di parità dei sessi

Non sembra un caso che sia proprio l’8 marzo la data scelta da Mario Draghi per parlare per la seconda volta in pubblico da quando è diventato Presidente del Consiglio.

Tra le tematiche che verranno toccate nel suo discorso in Senato, c’è anche la lotta per la parità di genere, soprattutto in ambito lavorativo: “Una vera parità di genere non significa un farisaico rispetto di quote rosa richieste dalla legge: richiede che siano garantite parità di condizioni competitive tra generi”. Il lavoro per la parità nel mondo del lavoro incomincia, per Draghi, con un lavoro per la parità nell’accesso all’istruzione: “Garantire parità di condizioni competitive significa anche assicurarsi che tutti abbiano eguale accesso alla formazione di quelle competenze chiave che sempre più permetteranno di fare carriera – digitali, tecnologiche e ambientali”.

8 marzo: come nasce la data della giornata internazionale dei diritti della Donna

La scelta di celebrare la donna l’8 marzo ha origini politiche. Si deve tornare indietro nel tempo fino alla prima guerra mondiale, per trovarne le ragioni: fu in Russia che le donne organizzarono, l’8 marzo 1917, per rivendicare la fine della guerra. La manifestazione ebbe enorme successo ed una tiepida reazione di blocco, per cui le donne in Russia continuarono ad organizzare manifestazioni. Per quanto riguarda l’Italia, nel secondo dopoguerra, fu l’UDI (Unione Donne d’Italia) ad istituire l’8 marzo 1943 la giornata per i diritti delle donne. Anche la presenza del fiore della mimosa all’inizio era un gesto con chiara connotazione politica: era visto come atto di ribellione regalarne una. L’aspetto politico della ricorrenza si sarebbe poi perso nel tempo fino a diventare una festa celebrata per omaggiare la donna in quanto tale.

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