Nada Cantante

Mercoledì 10 marzo andrà in onda “La bambina che non voleva cantare”, il film Rai tratto dal libro in cui la cantante Nada racconta le vicende che l’hanno portata a raggiungere il successo, in seguito alla sua prima partecipazione al Festival di Sanremo a soli 15 anni. Intervistata da Il Corriere della Sera, la donna ha parlato del suo passato segnato da grandi incertezze e difficoltà.

“La bambina che non voleva cantare”, la vita di Nada diventa un film

Fra gli ospiti più giovani della storia del Festival di Sanremo vi è sicuramente Tecla Insolia, la giovane attrice e cantante che a soli 17 anni ha calcato il palco dell’Ariston per presentare il film di Rai 1 che la vede protagonista.

Non è un caso che una ragazza così giovane e talentuosa sia stata chiamata a rivestire il ruolo di una delle più apprezzate cantanti italiane: Nada. Proprio lei infatti fece il suo debutto a Sanremo nel 1969, a soli 15 anni portando il brano Ma che freddo fa e ora a più di 50 anni di distanza, la sua biografia diventa un film.

La scelta di produrre un film su un’artista ancora in vita ha inizialmente destato qualche titubanza e la stessa Nada ha ammesso di aver nutrito seri dubbi. Confrontandosi con la regista Costanza Quatriglio però, la cantante si è resa conto che la sua storia potrebbe essere compresa e vissuta da molte altre persone.

Insieme, le due donne avrebbero infatti visto “la dimensione umana, che è di tutti”.

L’autobiografia di Nada, “Il mio cuore umano” era uscito già nel 2008 e la cantante ha spiegato di averlo scritto per ringraziare alcune persone fondamentali nel periodo della sua infanzia: “Per le donne del paese (Gabbro, in provincia di Livorno) che curavano me bambina con la mamma malata.

La malattia della mamma: “Cantavo per lei”

Ora che è cresciuta, Nada guarda al suo passato con grande razionalità e riconosce di aver vissuto momenti tutt’altro che felici, anche a causa della malattia della madre.

“Soffriva di depressione da quando sono nata” ha raccontato la cantante, spiegando come fra loro vi fosse “un grande amore, ma complicato. Comprendere l’affetto della madre non è stato per lei sempre facile, poiché spesso era necessario inseguirlo e guadagnarlo.

Proprio la madre però fu una delle prime persone ad accorgersi del grande talento della figlia. “Nei momenti di lucidità si appassionò alla mia voce– ha ricordato Nada– l’interesse da parte sua nei miei confronti si accendeva quando cantavo”.

Ancora giovane, l’artista non sembrava credere davvero nelle sue capacità: Cantavo per lei, non per me. “La mia mamma– ha aggiunto Nada- diceva a tutti che avevo talento”.

Un disco per liberarsi dal conflitto materno

La madre di Nada, è ormai evidente, aveva ragione. Sua figlia aveva un grande talento e presto furono in molti ad accorgersene. Quando anche la ragazza iniziò a sperare nel successo però, la donna sembrò ricredersi. “Mia mamma mi disse che non era più sicura che era giusto avermi spinto su quella strada” ha raccontato Nada spiegando che queste sue incertezze giunsero proprio quando inizio a cantare per sé e non più solo per lei.

Non eravamo mai d’accordo con quella meravigliosa donna-ha aggiunto- oggi però sono felice e grata a mia madre.

Alla figura materna Nada ha dedicato il suo ultimo disco O madre, in cui la cantante vede una vera e propria “liberazione”. “Credo che si concluda questo conflitto ha spiegato- come se alla fine avessi capito e avessi sposato tutte le cose buone o sbagliate che può fare una madre”.

“Quando uscirà il mio prossimo disco, non ci sarà nessuna canzone dedicata a lei” ha aggiunto la donna, chiarendo come con l’attuale album voglia concludere e risolvere un complicato capitolo della sua vita.

Nada e il timore di poter soffrire di depressione

Avendo vissuto a stretto contatto con la madre e vedendo i devastanti effetti della malattia mentale che per anni ha gravato su di lei, Nada non nasconde di aver temuto per la sua salute. “Per anni ho avuto paura– ha dichiarato- non c’era solo mia mamma a soffrirne”.

Lei per prima ha ricordato di aver trascorso periodi tutt’altro che semplici, riuscendo però ad avere la meglio sulla depressione. “Sono stata fortunata e forte a superare tutte le difficoltà senza cadere in quell’abisso.