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Alcuni casi di decessi avvenuti a poche ore o giorni dalla somministrazione del vaccino AstraZeneca hanno sollevato nuove polemiche e preoccupazioni sul terzo vaccino arrivato, in Italia, per combattere l’epidemia di Covid-19. Mentre si attendono analisi ed esami medici che chiariscano un’eventuale correlazione tra i decessi e la somministrazione del vaccino, la comunità scientifica cerca di fare luce sui casi, cercando anche di limitare e contenere il clima di preoccupazione creatosi.

Astrazeneca, i due casi in Austria

Due dei casi si sono verificati in Austria, del distretto di Zwettl: stando a fonti locali due donne si sarebbero vaccinate e, a poche ore di distanza dalla somministrazione, sarebbero state vittime di embolia polmonare.

Una di queste è morta, mentre l’altra è in gravissime condizioni. Per ora non si sono riconosciute effettive correlazioni con il vaccino, se non l’uguale tempistica tra inoculazione e comparsa dei primi sintomi, che comunque potrebbe essere casuale.

L’embolia polmonare non è considerata uno degli effetti collaterali comuni al vaccino, al momento.

Insegnante morta a Napoli dopo il vaccino

La terza persona deceduta subito dopo la somministrazione del vaccino di cui si sta parlando in questi giorni è Annamaria Mantile, insegnante 62enne di Napoli, deceduta lo scorso 2 marzo.

La donna, in quanto insegnante, aveva ricevuto il vaccino anti-covid, e a poche ore di distanza aveva manifestato sintomi come la nausea, problemi respiratori e dolori addominali. Era morta 3 giorni dopo il vaccino e per il suo decesso sono stati inizialmente iscritti al registro delle indagini due medici: il cardiologo ed il suo medico della mutua. 

L’autopsia scagiona il vaccino: morta per infarto intestinale

A scagionare il vaccino, in seguito, è stata l’autopsia effettuata sul corpo della donna: a quanto pare è emerso, come spiega Il Mattino, che la donna sarebbe morta per un infarto intestinale.

La crisi si sarebbe scatenata verso le 13.30 del 2 marzo , con vomito biliare e intestinale. L’iscrizione al registro delle indagini dei medici è stato un atto dovuto e di tutela per i due professionisti, che hanno così potuto nominare un consulente per seguire l’esame autoptico.

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