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Con i loro sguardi hanno reso intimo il palco ontologicamente meno intimo di tutti, quello del teatro Ariston. In gara con le loro Fiamme negli occhi, i Coma_Cose si stanno man mano riconquistando, giorno dopo giorno, la quiete dopo la febbricitante tempesta, il turbinio di emozioni che si prova calcando il palco del Festival di Sanremo per la prima volta.

Amore e complicità hanno sposato la loro performance artistica a Sanremo dal quale escono vincitori, in barba alle classifiche. Forti di un enorme successo che stanno riscuotendo in streaming e in radio e in procinto di pubblicare il loro ultimo album Nostralgia, Francesca Mesiano e Fausto Zanardelli ci raccontano la loro esperienza a meno di una settimana dalla 71esima edizione del Festival.

Coma_Cose, la prima volta all’Ariston in un’edizione sui generis

Hai le fiamme negli occhi ed infatti se mi guardi mi bruci“, recita un verso del loro brano, Fiamme negli occhi, con il quale insieme, da artisti e complici amanti, Fausto Zanardelli e Francesca Mesiano, insieme i Coma_Cose, hanno partecipato all’ultima edizione del Festival di Sanremo, da poco conclusasi con la vittoria dei Maneskin. Ancora freschi delle impressioni sanremesi, la coppia di artisti partita da Milano e arrivata in Riviera sospinta dalla musica e dall’amore che li lega dietro le quinte della loro voce, ha risposto a caldo a qualche nostra domanda.

Che emozione è stata salire sul palco dell’Ariston?

Gigantesca! Te lo dicono tutti quelli che ci sono passati eh, ma comunque non ci credi e forse non lo capisci fino a quando non stai per entrare. Allora lì si che ti tremano le gambe. Poi dopo l’ansiella iniziale subentra un
grande senso di divertimento perché è una delle più grandi opportunità nella carriera di un musicista, ma all’inizio fa proprio impressione, confermiamo!

Quanto ha influito, su voi cantanti, la totale assenza del pubblico in sala?

Forse per gli altri più che per noi dato che noi abbiamo scelto di guardarci negli occhi dedicandoci reciprocamente il brano; siamo stati l’uno il pubblico dell’altro.

Cosa vi aspettavate che non è accaduto e cosa non vi aspettavate che invece è accaduto sul palco dell’Ariston?

Beh sai quando ti raccontano di Sanremo ti dicono anche delle feste, delle nottate, dell’atmosfera da grande gita scolastica… chiaramente quest’anno invece è stato tutto molto più noioso e un po’ ci dispiace perché il casino era parte del pacchetto.

Ovviamente era giusto così, troppo importante preservare la salute di tutti. Chissà, magari avremo modo di rifarci…
Sicuramente non ci aspettavamo che il brano malgrado il posizionamento in classifica potesse andare così bene in radio e streaming! Di questo siamo molto grati.

Quelle fiamme negli occhi che hanno arso d’amore l’Ariston

Com’è stato vivere insieme, da complici cantanti e complici amanti, questa esperienza?

Indispensabile; saremmo impazziti da soli in questo frullatore. Esserci l’uno per l’altro è la chiave più importante per noi da un punto di vista artistico e umano.

Dopo una giornata di interviste o prove potersi rilassare insieme è un grande fortuna e poi essere in due bilancia anche i momenti di inevitabile tensione. L’unico rimpianto è non aver potuto portare anche Rebel (il nostro gatto chiamato così in onore di Bowie) a Sanremo, con lui saremmo stati al completo.

In tanti si aspettavano un vostro bacio sul palco, ma non è successo. Una scelta o una non scelta?

Non ci abbiamo neanche tanto pensato; non lo abbiamo mai fatto sarebbe stato strano per noi iniziare a farlo al Festival. Quello che abbiamo portato sul palco eravamo noi, un bacio per quanto felici della nostra tenerezza
forse non è ancora parte delle nostre “scelte di scena”.

Nel dopo Festival c’è Nostralgia: il nuovo album dei Coma_Cose in arrivo

Qual è la prima cosa che avete fatto finito il Festival? 

Siamo finalmente usciti dall’albergo per andare a goderci il mare e prendere un po’ di sole!

Tra poco esce Nostralgia, raccontateci il vostro nuovo album-figlio in arrivo

Un concept album che tratta tematiche spesso trascurate nel mondo della musica come la solitudine, la periferia. Sei tracce e mezzo (una traccia musicale) con cui facciamo un racconto molto personale della nostalgia.
Ci sarà spazio anche al romanticismo ovviamente ma è una cosa molto diversa da quella portata sul palco dell’Ariston.

Tornereste o tornerete al Festival?

Ora come ora ci stiamo ancora riprendendo ma chissà, perché no. Se un giorno dovessimo scrivere un brano e pensare “questo sarebbe giusto per il Festival” potremmo pensarci. Sicuro non scriveremo mai le canzoni per
andarci ecco.