Marella Agnelli chi era la moglie di Gianni Agnelli: l'amore per l'arte, la fotografia, il giardinaggio. Icona di moda ed eleganza

Di origini fiorentine e appartenente ad una famiglia dell’aristocrazia napoletana, Marella Caracciolo di Castagneto è stata più conosciuta al grande pubblico con il cognome di Agnelli, l’avvocato morto nel 2003 di cui oggi si celebrano simbolicamente i suoi 100 anni.

Marella Caracciolo di Castagneto: le origini nobili e americane

Parlare di Marella Caracciolo di Castagneto non si può senza nominare suo marito, il simbolo della rinascita industriale italiana ma anche icona di stile, protagonista del boom economico e figura cardine del secondo metà secolo a livello internazionale, Gianni Agnelli.

Marella, nata a Firenze nel 1927, discendeva da una famiglia di nobili origini appartenente all’antica aristocrazia napoletana. Reduce da un’infanzia dal respiro europeo in ragione, soprattutto, della vita e del lavoro del padre, Filippo Caracciolo di Castagneto, un diplomatico, Marella coniugava in sé anche l’eredità americana della madre, Margaret Clarke, originaria degli Stati Uniti.

La carriera da fotografa e da designer

Nobiltà e cultura si sono sempre ben sposate all’interno della sua famiglia tanto che fu proprio suo fratello Carlo che, insieme a Eugenio Scalfari, si è reso fondatore del gruppo editoriale L’Espresso – La Repubblica, scia poi seguita anche dal fratello Nicola, giornalista.

Marella studia in Svizzera e poi a Parigi per poi affermarsi in ambito fotografico negli Stati Uniti, a New York. E proprio da fotografa, rientrata poi successivamente in Italia, intraprende una sua attività lavorando per Vogue. Successivamente, diventata già moglie di Gianni Agnelli, nel 1973 Marella si apre uno spiraglio nel mondo della moda come designer con una specializzazione nella realizzazione di disegni per stoffe d’arredamento.

La passione per l’arte e il giardinaggio: il mecenatismo della Vedova Agnelli

La sua eleganza, iconica, detta la linea della sua attività, qualsiasi essa sia: si ricorda infatti Marella Agnelli anche nelle vesti di appassionata di giardinaggio e di curatrice, proprio in questo ambito, della progettazione di Villa Frescot e Villar Perosa, ville di famiglia nel Torinese.

Tra le passioni della “Vedova Agnelli”, come venne chiamata dopo la scomparsa di Gianni Agnelli avvenuta nel 2003, ci fu indubbiamente anche l’arte: da grande appassionata, nella sua collezione personale la Agnelli vantava quadri di Canaletto, Canova, Renoir, Matisse, Manet e Modigliani, solamente per citarne alcuni.

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Gli ultimi anni di vita: la malattia e la morte dell’ “ultimo cigno” nel 2019

Negli anni, sempre Marella Agnelli, è stata presa in considerazione come icona di stile, eleganza e sofisticatezza proprio come il marito Gianni Agnelli. Fotografa lei stessa e a sua volta plurifotografata da grandi nomi come quello di Clarke, Avedon e Horst, Marella venne definita poi dall’amico Truman Capote “The last swan“, l‘ultimo cigno, un soprannome che le rimase cucito addosso e che venne successivamente scelto come titolo della sua autobiografia.

Negli ultimi anni di vita la Vedova Agnelli dovette fare i conti in maniera ravvicinata con le conseguenze del Parkinson, malattia che la colpì lasciandola negli ultimi anni del tutto invalida e costretta ad un’alimentazione artificiale.

Morta a Torino il 23 febbraio del 2019, i suoi funerali si tennero in forma privata nella Chiesa San Pietro in Vincoli, a Villar Perosa.