vaccino janssen

Il vaccino della Johnson & Johnson, chiamato Janssen, è stato approvato per la distribuzione e commercializzazione in Italia. L’Aifa ha dato il via al quarto vaccino contro il coronavirus, che a differenza di Pfizer-BionTech, Moderna e AstraZeneca richiederà l’iniezione di una sola dose.

L’efficacia del vaccino Janssen è stata riscontrata tra il 77% e l’85% e ha ricevuto l’autorizzazione ad essere inoculato a soggetti sopra i 18 anni.

Vaccino Johnson & Johnson: ok da Aifa

Dopo l’approvazione dell’utilizzo del vaccino Johnson & Johnson contro il coronavirus dall’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, anche l’Aifa ha approvato la distribuzione.

Nel vaccino Janssen si è riscontrata un’efficacia del 77% dopo i 14 giorni dall’inoculazione e all’85% dopo 28 giorni.

Verrà somministrato ai maggiorenni, e tra questi anche agli over 65, fascia su cui non si sono riscontrate differenze nell’efficacia.

Nicola Magrini, direttore dell’Aifa, ha dichiarato: “Si tratta del quarto vaccino presto a disposizione con l’importante vantaggio aggiuntivo di una sola dose e della facilità di somministrazione, ideale quindi per il setting dei medici di famiglia. Da metà aprile, una importante realtà“.

Dove viene usato

Oltre che nell’Unione Europea, il vaccino Janssen ha già ricevuto l’approvazione in altri Paesi.

Il Regno Unito ne ha ordinate 30 milioni di dosi, gli Stati Uniti 100 milioni e il Canada 38 milioni. Con l’Ue l’accordo sarebbe per iniziare la consegna di 200 milioni di dosi dal secondo trimestre dell’anno.

Vaccino Janssen: come funziona

Il vaccino sviluppato da Johnson & Johnson si basa sull’iniezione di un adenovirus. Questo è modificato per contenere il gene che produce la proteina spike del coronavirus, quella necessaria per entrare nelle cellule. In questo modo le stesse cellule, a cui viene passato il gene dall’adenovirus, producono la proteina spike.

Il sistema immunitario della persona vaccinata riconoscerà questa proteina come estranea e risponderà producendo anticorpi e cellule T (globuli bianchi) per combatterla“, si legge nel comunicato dell’Ema.

Ovviamente l’adenovirus non è in grado di riprodursi e non può trasmettere il coronavirus, ma qualora la persona dovesse infettarsi con il SARS-CoV-2 l’organismo sarebbe in grado di riconoscere il corpo estraneo e di difendersi.

Gli studi sul vaccino

L’efficacia del vaccino della Johnson & Johnson è stata studiata su 44mila persone tra Stati Uniti, Sudafrica e America Latina.

Gli effetti indesiderati “osservati nello studio sono stati in genere di entità lieve o moderata e si sono risolti entro un paio di giorni dalla vaccinazione“, si legge nelle raccomandazioni dell’Ema.

I più comuni sarebbero stati dolore nel sito di iniezione (avambraccio), mal di testa, stanchezza, dolore muscolare e nausea. Il vaccino ha ricevuto un’’autorizzazione all’immissione in commercio subordinata a condizioni, che richiederà quindi all’azienda di continuare a fornire dati dagli studi in corso.

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