caduta del governo letta

Enrico Letta è il nuovo segretario del PD, che lo ha richiamato in gran fretta dopo le dimissioni di Nicola Zingaretti. Il professore della prestigiosa Sciences Po di Parigi torna al Nazareno come ultima spiaggia per salvare un Partito Democratico in crisi con se stesso, a causa delle correnti che lo dilaniano.

L’ex presidente del Consiglio proprio dal PD era stato tradito, dopo che Matteo Renzi ne ha assunto il ruolo di segretario e ha accompagnato Letta fuori da Palazzo Chigi con il tormentone “Enrico stai sereno“. La caduta del governo Letta nel 2014 è stato un altro episodio di una lotta contro se stessi, le cui dinamiche vediamo ancora oggi agitare il Partito Democratico.

Il governo Letta

A seguito delle elezioni “non” vinte dal Partito Democratico guidato da Pier Luigi Bersani nel 2013, l’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dà l’incarico di formare un governo di larghe intese su modello tedesco al vicesegretario del PD Enrico Letta. Il governo Letta rimane in carica 300 giorni, dal  28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014.

Dell’alleanza hanno fatto inizialmente parte il PdL (Popolo delle Libertà), Scelta Civica di Mario Monti, l’Udc, PpI, Radicali e alcuni indipendenti.

Dopo pochi mesi si consuma la prima rottura, con le dimissioni dei ministri PdL per il voto rimandato sul blocco all’aumento dell’Iva.

La crisi vera e propria si apre però con la decadenza da senatore di Silvio Berlusconi per effetto della legge Severino, dopo la condanna per frode fiscale. Il governo Letta sopravvive, e il PdL si scinde in Forza Italia e Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano, che rimane in appoggio al governo.

Le leggi approvate dal governo Letta

Tra le iniziative più ricordate del governo Letta c’è certamente l’avvio dell’operazione Mare Nostrum, sull’onda emotiva della tragica morte di 368 persone per il naufragio nei pressi di Lampedusa.

L’operazione ha coinvolto la Marina e l’Aeronautica in una missione di pattugliamento del Canale di Sicilia e di soccorso ai migranti. Mare Nostrum è andata avanti per un anno, sostituita poi da Frontex. Altre leggi approvate dal governo Letta sono l’abolizione dell’Imu sulla prima casa con la Legge di Stabilità e l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti.

La crisi del governo Letta e l’assalto di Matteo Renzi

Nonostante l’esecutivo guidato da Enrico Letta sia stato caratterizzato da diverse crisi, come le dimissioni delle ministre Josefa Idem e Nunzia De Girolamo a seguito di scandali giudiziari, la fine del governo arriva a causa di fuoco amico.

Il 15 dicembre 2013 viene eletto segretario del Partito Democratico Matteo Renzi. È l’inizio della fine della presidenza di Enrico Letta, per cui si apre il tritacarne del suo stesso partito, che chiede “svolte” nella guida dell’Italia.

A poco servono le rassicurazioni di Renzi, che il 17 gennaio 2014 pronuncia la famosa frase a Le invasioni barbariche di Daria Bignardi: “Diamo un hashtag: Enrico stai sereno. Nessuno ti vuol fregare il posto“. Un mese dopo c’è il passaggio di consegne tra Letta e il nuovo presidente del Consiglio Matteo Renzi.

La caduta del governo Letta: la pugnalata alle spalle del PD

La crisi del Partito Democratico si consuma nella lotta per il potere interna, scena che dopo 7 anni ci viene riproposta. Il 13 febbraio 2014 il partito di Enrico Letta con 136 favorevoli, 16 contrari e 2 astenuti lo sfiducia e il presidente del Consiglio il giorno dopo rassegna le dimissioni al Capo dello Stato.

Le varie anime del Partito Democratico appoggiano l’avvicendamento tra Letta e Renzi a Palazzo Chigi, dichiarando la necessità di dare un governo stabile per portare avanti un piano di riforme da riscrivere.

L’unico a manifestare il suo dissenso è Pippo Civati, che definisce la sfiducia a Letta una “scelta politica” e le modalità con cui è stata applicata “una via di mezzo tra la prima Repubblica e Shining“.

Enrico Letta torna da segretario del PD

Enrico Letta ora torna da segretario del Partito Democratico, che da allora ha attraversato scissioni e abbandoni, ma ancora prigioniero delle correnti. Nel 2015, Letta si è allontanato dalla politica, dimettendosi da parlamentare per dedicarsi all’insegnamento. Dopo 7 anni fa un bilancio di quella esperienza, di cui ha parlato con Diego Bianchi a Propaganda Live.

La verità è che la politica io ce l’ho nel cuore, e soprattutto facendo un discorso serio, penso che la pandemia ci abbia cambiato tutto. Quest’anno ci ha fatto rendere conto che la comunità conta“, ha dichiarato Letta.

Io oggi sono una persona diversa da quella che se ne è andata, e sono diversa perché ho lavorato per 6 anni con degli studenti, con dei giovani. Non voglio essere quello di prima“, continua. Per il Partito Democratico sembra all’orizzonte l’ennesimo redde rationem.

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