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Oms, Aifa ed Ema, in formazione compatta, stanno difendendo l’efficacia e la sicurezza del vaccino AstraZeneca. Per ora le analisi portate avanti sulle cosiddette “morti sospette” (decessi avvenuti a pochi giorni o ore dalla somministrazione del vaccino) hanno dato solo conferme del fatto che questi decessi non sarebbero stati collegati al vaccino in nessun modo.

Astrazeneca, vaccinati e dopo deceduti: per ora nessuna correlazione

Annamaria Mantile, insegnante 62enne di Napoli, sarebbe morta per infarto intestinale. Sandro Tognatti, 57enne residente a Biella, potrebbe essere morto, ipotizzano i medici, per una morte cardiaca improvvisa: l’autopsia non ha riscontrato connessioni tra il decesso ed il vaccino e si attendono ora ulteriori referti.

Vincenzo Russo, 58enne è invece morto due giorni dopo aver ricevuto il vaccino AstraZeneca: si attendono ancora diverse risposte in merito alla sua morte, ma i primi rilievi autoptici non avrebbero riscontrato legami tra il vaccino ed il decesso.

È ancora viva, ma in gravissime condizioni, Sonia Battaglia, 58enne colpita da infarto e trombosi: su di lei ancora non si hanno risultati, né che indichino una correlazione dei malesseri con il vaccino, né che li neghino completamente.

Per Oms, Aifa ed Ema la sospensione è solo precauzionale

Per ora, neanche uno dei decessi o dei casi gravissimi verificatisi in Italia, di persone che erano da poco state vaccinate con AstraZeneca, sembra essere collegato al vaccino. Da qui deriva l’intento dei vertici istituzionali di rassicurare l’opinione pubblica e, al contempo, inquadrare la sospensione della somministrazione in una dimensione di grande prudenza e cautela e nulla di più. Addirittura l’Aifa ha spiegato, nei giorni scorsi, che benché sia stata decisa una sospensione a livello nazionale, per ora non vi sarebbe motivo alcuno di preoccuparsi.

L’Aifa aveva anche diffuso, il 14 marzo (ovvero il giorno prima di formalizzare la sospensione a livello nazionale) un comunicato in cui ribadiva come la decisione di alcune regioni di sospendere il lotto “incriminato” non fosse giustificata: “I casi di decesso verificatisi dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca hanno un legame solo temporale. Nessuna causalità è stata dimostrata tra i due eventi. L’allarme legato alla sicurezza del vaccino AstraZeneca non è giustificato”.

A parlare ora è l’Oms, che conferma la posizione di Aifa ed Ema.

La BBC ha riportato le parole di Margaret Harris, portavoce Oms, che avrebbe assicurato: “È un vaccino eccellente e dovrebbe continuare a essere usato”, ribadendo come l’oma stia facendo indagini supplementari ma che non sarebbero state scoperte relazioni causa-effetto tra la somministrazione del vaccino ed i decessi.

Ad ogni modo, un recente colloquio telefonico tra Emmanuèl Macron e Mario Draghi avrebbe portato alla decisione di ricominciare a somministrare il vaccino Astrazeneca a partire da domani 18 marzo, qualora le ultime indagini dell’Ema portassero a un parere positivo.