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A 5 anni dalla morte delle 7 ragazze italiane a bordo di un bus schiantatosi in Catalogna durante una gita, le famiglie delle vittime chiedono che le autorità italiane facciano passi concreti per pretendere, nei confronti delle autorità spagnole, risposte a domande finora inascoltate.

Le parole di dolore e angoscia dei genitori di una di loro, Elena Maestrini, sono state pubblicate in una lettera da Repubblica: fra pochi giorni sarà il quinto anniversario della strage delle studentesse Erasmus, e le loro famiglie attendono ancora che qualcuno spieghi cosa sia accaduto precisamente la notte dell’incidente.

Strage studentesse Erasmus: l’incubo del 20 marzo 2016

Il 20 marzo 2016 decine di ragazze stavano rientrando in autobus a Barcelona, di notte, dopo aver partecipato ad una festa. SI trattava di studentesse Erasmus provenienti non solo dall’Italia ma anche da altri Stati europei: furono in 13 a morire quella notte, di cui 7 italiane. La dinamica dell’incidente venne ricostruita con i tempo: l’autista avrebbe toccato il guard rail destro, ed avrebbe sterzato con tale violenza da finire nella corsia in senso di marcia contrario. Lì si sarebbe scontrato con due autovetture, finendo così violentemente fuori strada.

Strage Erasmus, la lettera: “Stanchi della solidarietà ipocrita”

Non vogliono più parole di cordoglio bensì azione e fatti, le famiglie delle vittime. A spiegarlo i coniugi Maestrini: “Siamo stanchi della solidarietà ipocrita e delle promesse virtuali dei Politici fatte nei momenti di ricordo delle Ns. ragazze, è il momento di passare ai fatti e dimostrare con atti veri la vicinanza e affetto a chi è stata negata una vita a causa di incompetenze e superficialità”. Il destinatario della lettera è il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

La speranza non è solo quella di fare chiarezza sui fatti (ci sono state in Spagna ben 3 archiviazioni e non è mai stato riconosciuto alcun responsabile) ma anche di lavorare a una nuova normativa in termini di sicurezza, affinché l’Erasmus sia un’esperienza esclusivamente positiva per i giovani italiani ed europei: “Il dolore è immane e la nostra ormai unica speranza oltre a quella di dare giustizia e verità alle ns.

ragazze è di provare a sensibilizzare i Ns. Legislatori affinché dai terribili errori e leggerezze occorse alle Ns. ragazze siano emesse nuove normative in materia di sicurezza dei viaggi in autobus a tutela per tutti quei giovani che continueranno a compiere esperienze di vita e d’integrazione socioculturale grazie anche a Erasmus”.