La Spagna legalizza l'eutanasia: passa la legge con 202 voti, come funzionerà la richiesta

È notizia quella che arriva dalla Spagna che è entrata a far parte ora di quella ristretta cerchia di Paesi nel mondo in cui è stata regolamentata l’eutanasia. La legge, votata favorevolmente quest’oggi con 202 voti, entrerà in vigore entro i prossimi 3 mesi.

Eutanasia: passa la legge che la legalizza in Spagna

Come riporta il media nazionale spagnolo El País, la legge votata quest’oggi in Spagna regolerà tanto l’eutanasia propriamente detta, intesa come somministrazione diretta al paziente di una sostanza da parte del personale competente, tanto il suicidio assistito ovvero la prescrizione da parte del personale sanitario di una sostanza in maniera tale che il paziente possa auto-somministrarsela per causarsi la morte.

Ovviamente, come si apprende dal periodico spagnolo, per poter usufruire della legge il paziente in questione dovrà dimostrare di “soffrire di una malattia grave e incurabile o di versare in una condizione grave, cronica e invalidante” che causi una sofferenza intollerabile.

Come funzionerà: la doppia richiesta e lo studio del caso clinico

Con l’approvazione della legge, avvenuta quest’oggi con 202 voti a favore e 141 contro, la Spagna entra a far parte di una ristretta cerchia di Paesi che già hanno legalizzato l’eutanasia.

Si apprende inoltre come, diversamente dal resto dei Paesi che hanno adottato una regolamentazione in merito, la legge spagnola sarebbe molto più garantista nei termini in cui, per tutta una serie di passaggi previsti dal momento in cui viene presentata la richiesta da parte del paziente, potrebbe ritardare il processo.

Una volta presentata la richiesta infatti, che come si apprende dovrà essere presentata in forma scritta per ben 2 volte entro i 15 giorni, il paziente dovrà essere informato su tutte le alternative all’eutanasia valide caso clinico per caso clinico.

Una volta avviato l’iter, il paziente avrà ovviamente facoltà di cambiare idea in qualsiasi momento o di ritardare il processo. La richiesta passerà poi dalle mani di due specialisti totalmente estranei al paziente che la valuteranno e sarà una Commissione ad approvarla o a respingerla.