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Nel contesto di una giornata di lacrime, silenzio e ricordi drammatici, la solennità della tromba suonata dal musicista Paolo Fresu ha colpito al cuore i presenti nel parco Martin Lutero di Bergamo, e chiunque abbia seguito la cerimonia in onore della giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid.

Fresu è il più importante e celebre trombettista contemporaneo italiano: ha partecipato alla cerimonia con grande onore, raccogliendo l’invito dell’Associazione Comuni Virtuosi. 

Paolo Fresu è molto legato a Bergamo e la decisione di essere la “voce musicale” della cerimonia era stata presa già mesi fa.

Come altri, anche lui si aspettava di poter partecipare a un’inaugurazione all’insegna della vittoria e della rivalsa, sentimento condiviso anche da Giorgio Gori, come spiegato dal Sindaco di Bergamo in apertura della cerimonia. Invece, in questi giorni, i contagi sono di nuovo alti, e la sua partecipazione assume diversi contorni. “Ho accettato subito perché conosco Boschini da tempo ed ero entusiasta di dare una mano anche soltanto come testimonial”, ha spiegato Fresu a Repubblica: “Adesso, visto che i decessi sono di nuovo tanti e nella prima ondata ci sono state quasi 700 vittime, è ancora più importante partecipare.

E poi sono molto legato a Bergamo”.

Paolo Fresu chi è: carriera e origini

Paolo Fresu è di origine sarda: è nato a Berchidda ed ha cominciato a muovere i primi passi nella musica a soli 11 anni, quando è entrato a far parte della Banda Musicale Bernardo De Muro. Un trasferimento in giovane età a Sassari gli avrebbe permesso di frequentare il conservatorio, studiare la tromba ed avvicinarsi al Jazz, sua grande passione.

Il suo talento è divenuto presto di conoscenza internazionale: ciò lo ha portato anche a creare dal 1988 a Berchidda il festival Time in Jazz, che ogni anno ospita artisti di caratura mondiale.

Ha suonato nella Grande Orchestra Italiana, l’orchestra sinfonica della Rai, l’orchestra nazionale di Jazz francese e quella della radio tedesca di Amburgo.

La sua vicinanza a Bergamo è nota molti anni fa, come egli stesso ha spiegato nell’intervista a Repubblica: “È tra le prime città che ho frequentato all’inizio della mia carriera, il sassofonista del mio quintetto, Tino Tracanna, è bergamasco e poi sono stato direttore artistico di Bergamo Jazz Festival dal 2009 al 2011. Amo la città, dove ho legami profondi, e ho già partecipato a numerose iniziative con le istituzioni del posto”.

Paolo Fresu, la “musica silenziosa”

Per la cerimonia di oggi, gli era stata avanzata la richiesta di una musica solenne ma “silenziosa”, cosa che lui stesso spiega possibile proprio grazie alla tromba: “Quando si pensa alla tromba si pensa a uno strumento caciarone, ma io penso alla mia tromba come a una voce femminile, una voce dell’anima. È una musica silenziosa perché non ha parole, che in un momento come questo non sono necessarie: il suono può essere più universale, mi piace pensarlo come la rappresentazione più profonda di noi stessi”.

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